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SCENARI/ India, un voto che "taglia fuori" l'Italia

Pubblicazione:venerdì 23 maggio 2014

la vittoria del partito BJP (Infophoto) la vittoria del partito BJP (Infophoto)

Invece altri, come gli analisti del Credit Suisse, dubitano che Modi riesca nel miracolo economico se non sfrutta da subito l’enorme consenso popolare ricevuto. Altri ancora paragonano Modi a un Deng Xiaoping indiano, che riuscirà a far diventare l’India un gigante. Il tempo ci dirà, ma dalle prime mosse internazionali di Modi ci sembra che il cambiamento interno del sistema di potere in India ci sarà e avrà effetti piuttosto rapidi.

Sul piano internazionale, l’India di Modi rallenterà la penetrazione americana e, memore dell’assurdo diniego di visto a Modi nel 2002 da parte degli Usa che non ne provarono mai i motivi, svilupperà politiche meno inclini agli interessi Usa in Asia. Infatti, la strategia internazionale di Modi si svilupperà su due assi: da un lato con il Giappone, in chiave di contenimento verso la Cina, e con la Russia, in contrasto degli americani. Tuttavia, verso gli Usa, se questi diventeranno concreti nel mettere in atto le aperture commerciali, non si creeranno reali ostilità. Nei confronti della Cina, l’India di Modi aspetterà di vedere se ci sarà reale cooperazione sulle questioni calde del Ladakh (Jammu e Kashmir). Sul Pakistan e l’annosa disputa di confine vale il fatto che nelle tre regioni musulmane confinanti ha stravinto il Bjp di Modi. Un messaggio chiaro a Islamabad. Nei confronti del vicinato nel Sud-Est asiatico, la politica indiana diventerà più incisiva, in particolare verso Sri Lanka e Bangladesh. Invece, verso piccoli vicini come Nepal e Maldives l’India resterà molto cauta.

La vera novità, forte della tradizione nelle relazioni militari e delle forniture di armamenti, sarà con la Russia. Oltre a vari dispacci diplomatici che da mesi segnalavano l’incremento delle relazioni tra Russia e India, un giornale satirico indiano ha persino presentato Putin come “il principale consigliere strategico dell’India per risolvere il conflitto in Kashmir”. Inoltre, l’India si è spesa parecchio in seno al G20 per difendere il referendum in Crimea e solidarizzare con la Russia anche spingendo sul gruppo dei Brics.

Inoltre, non va dimenticato che l’India ha chiesto già nel 2013 di diventare membro pieno dello Shanghai Cooperation Organization (Sco) e nel febbraio 2014 il segretario generale dello Sco si è recato ufficialmente a New Delhi. Si capisce che l’impatto delle elezioni indiane sarà importante sicuramente per l’India, ma anche per gli equilibri geostrategici nell’Asia orientale, nell’Oceano indiano e l’Africa orientale, e infine sull’Europa. Quest’ultima rischia di vedersi drenare liquidità che potrebbe preferire investimenti in India dove la crescita promessa da Modi darebbe maggiore ritorno economico e finanziario.


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