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SCENARI/ Ucraina, Ue, Egitto, Siria: il “caos” che può arrivare dalle elezioni

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Quanto all’Ucraina, c’è solo da sperare che la Germania riesca a tenere a bada il suo vicinato di esaltati interventisti, e che la Russia riesca a far sbollire le agitazioni trasversali nella politica americana a favore di un’espansione della Nato in Ucraina. Se l’oligarca dei cioccolatini, che non è un grande esempio di politica democratica o di modernità, terrà fede alle sue parole - sì alle relazioni con l’Ue; no all’ingresso nella Nato; dialogo con la Russia - allora queste elezioni, a prescindere dal terribile contesto in cui si svolgeranno, potrebbero aprire uno spiraglio di speranza. L’alternativa è meglio non evocarla.

In Egitto si consoliderà la “dittatocrazia” con l’ex generale Al Sisi che continuerà per conto di Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, cioè due esempi delle peggiori monarchie feudali esistenti sul pianeta, a perseguitare i musulmani della Fratellanza, magari con una possibile estensione in Libia. La repressione terrà la brace bassa, ma non scommetterei che il fuoco non si riattizzi ben presto.

Infine, la Turchia vive anch’essa una svolta verso la “dittatocrazia” che potrebbe portare l’attuale primo ministro Erdogan a diventare presidente del Paese. Abbiamo già visto negli ultimi due anni ondate di proteste e di repressione, quest’ultima molto reale. Tranne qualche retorica condanna, poco o nulla si è fatto da parte dell’Ue per ricordare alla Turchia che era l’unico Paese musulmano con una tradizione democratica. D’altra parte, la Turchia potrebbe facilmente rispondere: non mi avete voluto in Europa dove sono stata candidata dal 1962 e quindi faccio a modo mio, probabilmente guardando più a Oriente che a Occidente. Il parallelo con la Russia che, suo malgrado, si dirige verso il consolidamento asiatico non può essere omesso.

In conclusione, cari americani, no la Storia non è finita! Stiamo vivendo solo l’inizio del ritorno della geopolitica pura, delle scelte reali che tanto in Occidente quanto altrove si materializzano con l’instaurazione di sistemi di governo sempre meno aperti, concilianti e democratici. Due sogni sono svaniti in un battere di ali: quello americano, con la promessa di ricchezza per tutti, e quello europeo, con la promessa di pace e sviluppo armonioso.

È urgente prenderne atto e cambiare radicalmente il nostro stile di vita individuale e collettiva, pubblica e privata, costruendo un mondo “nuovo”… prima che sia troppo tardi.

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