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SCENARI/ Ucraina, Ue, Egitto, Siria: il “caos” che può arrivare dalle elezioni

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Oggi si chiude il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, anche noto come la Davos russa. Il Forum è nato nel 1997 e la sua rilevanza è progressivamente aumentata, contando più di 3000 partecipanti, tra i quali i vertici delle compagnie occidentali. Anche quest’anno, tranne poche eccezioni, le grandi compagnie occidentali hanno incontrato gli omologhi russi, cinesi, e di numerosi altri paesi già emersi ed emergenti. Il 45% dei partecipanti veniva dall’Occidente, nonostante l’enorme pressione Usa per evitare che i Ceo si recassero in Russia. Spiccava la presenza della delegazione indiana, che ha attratto attenzione anche per via del significativo cambiamento politico e di governo del Paese.

Shiv Vikram Khemka, vicepresidente e Ceo del potente conglomerato indiano Sun Group, ha dichiarato che con la recente elezione di Modi le relazioni commerciali tra India e Russia passeranno dagli attuali 10 miliardi ad almeno 100 miliardi di dollari di intercambio. Anche Patrick Kron, Ceo della francese Alstom, crede che l’impulso di Modi sarà molto significativo nella crescita economica e nelle relazioni con la Russia (Alstom ha già investimenti per oltre 3 miliardi di dollari in India). Khaldoon Khalifa Al Mubarak, Ceo della Mubadala Development Company degli Emirati Ararbi Uniti, ha dichiarato di voler portare in India il suo know-how finanziario, come già fa in Cina e in Russia. Intanto, Claudio Descalzi, il nuovo Ceo dell’italiana Eni, ha incontrato il suo omologo della Gazprom con il quale ha rinegoziato alcuni elementi del prezzo della fornitura di gas all’Italia. Christophe de Margerie, Ceo della francese Total, ha concluso un importante contratto con la russa Rosneft per l’esplorazione di campi di gas di scisti nella Siberia occidentale. Tuttavia, ha dichiarato il capo della Total, il nostro business in Russia continueremo a farlo fino a quando l’Ue non imporra sanzioni settoriali che ci precluderebbero di fare affari in questo territorio. Anche le grandi imprese tedesche, dalla Daymler alla E.On e alla metro, erano rappresentate dai loro rispettivi Ceo.

Inoltre, in coincidenza della visita del presidente Putin in Cina che, come abbiamo scritto su queste pagine, crea tendenzialmente un nuovo asse globale, la Russia e la Cina stanno velocemente strutturandosi per creare “la spina dorsale” di una nuova infrastruttura finanziaria che sia indipendente da quella occidentale. È questo il più grande risultato di questi due paesi. Ai più sfugge perché sono strutture “dietro le quinte”. Ma per la Russia e la Cina riuscire a creare la loro “Euroclear” (la struttura che fu creata da JP Morgan per costruire la dominanza americana per via finanziaria) è la vera arma letale contro l’Occidente. Non a caso i due paesi stanno facendo convergere i rispettivi “sistemi di settlement”, e la seconda più grande banca della Russia, Vtb, ha concluso un accordo in tal senso con la Bank of China.


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