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DIARIO PAPA/ Mons. Khairallah: ha portato la pace di Cristo ai musulmani

Pubblicazione:martedì 27 maggio 2014

Papa Francesco in Terra Santa (Infophoto) Papa Francesco in Terra Santa (Infophoto)

Papa Francesco sente il bisogno di un avvicinamento tra ortodossi e cattolici, ma anche tra tutti i cristiani. L’incontro con il patriarca ecumenico Bartolomeo cade nel 50esimo dell’incontro tra Papa Paolo VI e il patriarca Atenagora. E’ dunque una presa di coscienza di quanto è stato fatto in 50 anni, di un cammino positivo tra le due Chiese, e Papa Francesco cerca di consacrare questo avvicinamento.

 

Il Papa ha parlato dei mercanti d’armi e dei bambini soldato. Può essere un monito per la Siria?

Certamente, la Siria è un altro grande problema per tutti. Si tratta di un vero dilemma perché ci sono tanti interessi che si fanno la guerra. Interessi internazionali, economici, sociali e politici. La popolazione siriana paga un prezzo molto alto, come già abbiamo fatto noi libanesi. Non si sa ancora come andrà a finire, ma quantomeno il Papa resta per la coscienza dei responsabili internazionali, sia del regime sia dell’opposizione, una voce di richiamo a una presa di coscienza dell’umanità che ci caratterizza tutti, e che va sempre rispettata soprattutto nei giovani e nei bambini. Occorre rinunciare all’uso delle armi per dialogare nella sincerità e nella verità.

 

Passiamo al Libano, dove il presidente della Repubblica Suleiman ha rassegnato le dimissioni. In che modo è possibile superare questo vuoto di potere?

Nello stesso modo in cui si è riusciti a trovare un accordo sulla nomina del primo ministro. Dopo 11 mesi di vuoto istituzionale, le forze politiche hanno formato un governo di unità nazionale. Il consiglio dei ministri in carica è il risultato della buona volontà della maggioranza dei politici libanesi. Allo stesso modo si può sperare che si mettano d’accordo sul presidente della Repubblica, in modo da arrivare a una nuova nomina in tempi ragionevoli.

 

Quale contributo può dare la Chiesa cattolica alla crisi politica in Libano?

La Chiesa cattolica, a partire dal patriarca, richiamano i politici e soprattutto i deputati ai loro doveri. Tra questi c’è quello di riunirsi e di eleggere un presidente della Repubblica, per ripristinare la democrazia e l’amministrazione dello Stato. La Chiesa ha il compito di favorire la formazione degli uomini politici e continuerà a farlo. Finora i deputati non hanno eletto il presidente perché hanno i loro interessi, ma noi pensiamo che presto o tardi lo faranno, e ritorneranno al Parlamento per compiere il loro dovere.

 

(Pietro Vernizzi)



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