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Esteri

GUERRA UCRAINA/ 2. Solo il G20 può evitare una nuova "Jugoslavia"

John Kerry con li ministro degli Esteri ucraino Andriy Deshchytsya (Infophoto)John Kerry con li ministro degli Esteri ucraino Andriy Deshchytsya (Infophoto)

Un panel ad hoc di governance mondiale della crisi ucraina dovrebbe formarsi in seno al G20, con l’esclusione dei paesi confinanti, storicamente o economicamente direttamente coinvolti, e attualmente attivi nella gestione della crisi. Piuttosto che il Consiglio di Sicurezza (5+1) dovrebbe essere chiamata una riunione d’urgenza dei ministri degli esteri del G20, in territorio neutrale, per dare mandato a paesi con le qualifiche appropriate di presentare un piano di azione e conciliazione della crisi ucraina. Solo in modo speculativo vedrei la partecipazione di Cina, Sudafrica, Italia, Canada, e Colombia.

Mi rendo conto che può sembrare un’allucinazione, ma è la forza della positività dell’esperienza internazionale che mi conforta in questa proposta. Avendo vissuto una delle due disgregazioni di stati, la Jugoslavia dal 1991 al 1995, non credo che nel mondo attuale sia opportuno e sostenibile ipotizzare soluzioni di coercizione al negoziato come avvenne nel caso degli accordi di Dayton (1995), i cui effetti, peraltro, sono ancora poco esaltanti.

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