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GUERRA UCRAINA/ Mario Mauro: Renzi lasci la Merkel e parli con Putin

Barricate in Ucraina Barricate in Ucraina

Quando si parla di un intervento di peacekeeping, bisogna vedere in primo luogo chi si dovrà separare da che cosa. Sarà una forza di pace schierata al confine tra Ucraina e Russia? Oppure si vuole approvare una risoluzione internazionale per imporre ai russi di abbandonare la Crimea, utilizzando la forza d’interposizione con questa finalità? O in alternativa il peacekeeping servirà a calmierare gli scontri tra russofoni e il legittimo governo ucraino, per impedire che sia violata l’integrità territoriale dello Stato? Quando si parla di intervento di peacekeeping occorre entrare poi nello specifico, e spiegare a quale intervento si pensa.

 

Secondo lei quale soluzione sarebbe la migliore?

La verità è che in questo momento è Kiev a correre i rischi più grandi, e quindi se deve esserci una presenza internazionale dovrà essere tesa a salvaguardare l’integrità territoriale dell’Ucraina.

 

Con quali mezzi è possibile che ciò avvenga?

Oggi non ci sono le condizioni per avere un’idea chiara di ciò. La verità è che questo dovrebbe essere principalmente il momento della diplomazia, che dovrebbe concentrarsi sul rapporto con la Russia per farle comprendere che non ha nessuna convenienza a destabilizzare l’Ucraina. Non c’è convenienza né per il ruolo che la Russia ha rispetto all’Europa e alla sfera globale, né per quelli che potrebbero essere potenzialmente i problemi di Mosca stessa a convivere con uno scenario così fortemente compromesso a poca distanza da casa propria.

 

A quali condizioni è possibile riuscire a convincere la Russia?

Certamente sanzioni economiche da parte di Italia e Germania avrebbero forti ripercussioni su Mosca, ma danneggerebbero la stessa economia dei due Paesi europei. La vera questione è quindi un’altra. La Russia oggi ha profondamente rivalutato i suoi scenari, e per prendere consapevolezza dell’indispensabilità di un rapporto aperto con l’Europa, è necessario che riconosca i fondamenti valoriali dell’Ue. Solo una Russia democratica può dialogare liberamente con l’Ue senza avvertirla come un’antagonista.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
05/05/2014 - Da sempre (claudia mazzola)

Ma perché all'uomo piace così tanto fare alla guerra?