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Esteri

GUERRA UCRAINA/ Mario Mauro: Renzi lasci la Merkel e parli con Putin

Per MARIO MAURO, la preoccupazione del ministro Pinotti perché l’Europa si adoperi in modo convincente per acconsentire a raffreddare la crisi è encomiabile e va nella direzione giusta

Barricate in UcrainaBarricate in Ucraina

“La proposta del ministro Pinotti di un’operazione di peace keeping in Ucraina è encomiabile e va nella direzione giusta. Perché i suoi effetti siano positivi occorrono però tre condizioni: l’egida dell’Onu, una richiesta esplicita da parte del governo di Kiev e lo scopo di garantire l’integrità territoriale dell’Ucraina nei confronti della Russia”. Lo sottolinea l’ex ministro della Difesa, Mario Mauro, commentando le parole del suo successore Roberta Pinotti. Quest’ultima, nel corso di un’intervista a Repubblica, aveva evidenziato: “Se dovesse servire l’Italia è disposta anche a inviare un contingente di peacekeeper. Non possiamo stare a guardare: certo senza agire da soli, ma attraverso l’Onu, la Nato e l’Unione Europea. Se dovesse servire dobbiamo essere disponibili anche a questo”.

Senatore Mauro, è favorevole alla proposta del ministro Pinotti?

Un’operazione di peacekeeping implica il consenso in sede di Nazioni Unite, oltre che la disponibilità del governo ucraino ad ammettere un contingente internazionale sul suo territorio. La preoccupazione espressa dal ministro Pinotti perché l’Europa si adoperi in modo convincente per acconsentire è raffreddare la crisi è encomiabile e va nella direzione giusta.

Ritiene che l’unica ipotesi possibile sia quella di un’operazione a guida Onu, o anche di Ue e Nato?

Senz’altro deve essere un’operazione concordata con le Nazioni Unite. Il conflitto nello scenario internazionale trae origine proprio dalle tensioni che un maggiore riferimento dell’Ucraina a Ue e Nato provocano da parte dei russi. Una missione guidata da Ue o Nato non farebbe altro che esacerbare queste tensioni.

La Russia ha il potere di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Acconsentirà a un’operazione di peacekeeping in Ucraina?

Tecnicamente parlando si tratta di un’operazione che deve essere favorita esclusivamente dal governo di Kiev. L’Ucraina è un Paese la cui sovranità nazionale è del tutto integra. Accettare una forza internazionale di pace significherebbe ammettere in qualche modo le rivendicazioni dei diritti da parte russa nel rapporto con le popolazioni russofone. E’ importante che l’Europa spinga per scongiurare che la questione interna all’Ucraina dia adito a un riassorbimento di Kiev nella sfera di Mosca. Per questo l’ipotesi di un intervento italiano suscita diversi interrogativi.

Quali?


COMMENTI
05/05/2014 - Da sempre (claudia mazzola)

Ma perché all'uomo piace così tanto fare alla guerra?