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200 RAGAZZE RAPITE/ Kaigama (vescovo): la strategia più crudele per colpire l'occidente

Il vescovo Ignatius Kaigama (Immagine d'archivio) Il vescovo Ignatius Kaigama (Immagine d'archivio)

Non dobbiamo pensare a quanto sta avvenendo in Nigeria come a una guerra che vede Boko Haram e forze dell’ordine combattersi su due fronti contrapposti. Boko Haram è un movimento senza volto, e nessuno può dire chi sia veramente. I loro membri possono travestirsi da persone comuni e quindi attaccare all’improvviso. E’ ciò a rendere così difficile la lotta contro il gruppo terrorista. Sono molto abili nel mescolarsi alla comunità civile e godono del sostegno e delle simpatie di personalità molto vicine al presidente, di militari e di funzionari.

 

Come si spiega che l’odio abbia messo radici così profonde in questo settori della società nigeriana?

Come ha dichiarato lo stesso presidente Jonathan Goodluck, c’è una presenza di esponenti di Boko Haram anche nelle istituzioni. Non ci sono dubbi sul fatto che il livello di successo di Boko Haram è legato strettamente ai suoi sostenitori nei vari organismi della nazione. Altrimenti non si spiega come i terroristi possano colpire il quartier generale della polizia ad Abuja, in un’area vicinissima al palazzo presidenziale. Il mio sospetto quindi è che i terroristi godano della collaborazione di figure all’interno delle istituzioni, che forniscono loro le informazioni dall’interno e che sono dei loro grandi simpatizzanti.

 

(Pietro Vernizzi)

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