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Esteri

DIARIO SIRIA/ Mistrih (cristiano di Aleppo): qui le bombe sono il pane quotidiano

Bombardamenti ad Aleppo (Infophoto)Bombardamenti ad Aleppo (Infophoto)

Dipende molto dai quartieri, alcuni sono occupati ancora dai ribelli terroristi e quindi per i civili sono off-limits. Da queste zone lanciano dei mortai verso i nostri quartieri, che per il resto sarebbero tranquilli. A rendere la nostra vita estremamente dura è soprattutto il fatto che i prezzi sono triplicati, l’inflazione è alle stelle e non c’è lavoro, e ciò fa sì che ogni giorno sia più difficile comprare il cibo per mangiare.

 

Per sfuggire ai mortai avete costruito dei rifugi sotterranei?

No, nessuno lascia le sue case, anche perché quando è destino che uno muoia non ci si può fare nulla. Quando siamo a tavola con i familiari o camminiamo per strada, nessuno di noi può dire di essere al sicuro. E anche rifugiarci sotto terra non migliorerebbe le cose. Mio fratello ha la sua casa tre piani sottoterra, e un ragazzo di 15 anni figlio dei vicini è stato colpito in testa da un mortaio.

 

Ci sono combattimenti anche tra le case?

Assolutamente no, tra le case non c’è nessun combattimento. Il piano dell’Esercito regolare è di spingere i ribelli terroristi fuori dalla città, verso i sobborghi. In periferia si verificano scontri a fuoco, mentre nel centro arrivano solo i lanci di mortaio.

 

Lei è cristiano. Si sente particolarmente minacciato?

No. I problemi della Siria sono originati dagli estremisti, che non vanno d’accordo neanche con i musulmani. L’interpretazione del Corano da parte dei ribelli è estremamente rigida e severa, al punto da render e la loro ideologia identica a quella di Al Qaeda.

 

(Pietro Vernizzi)

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