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DIARIO SIRIA/ Mistrih (cristiano di Aleppo): qui le bombe sono il pane quotidiano

Pubblicazione:venerdì 9 maggio 2014

Bombardamenti ad Aleppo (Infophoto) Bombardamenti ad Aleppo (Infophoto)

I ribelli siriani hanno scavato dei cunicoli sotto il Carlton Hotel di Aleppo e lo hanno fatto esplodere causando la morte di numerosi soldati dell’Esercito regolare. In tutto 50 i caduti secondo il Fronte Islamico, la principale sigla ribelle siriana che ha rivendicato l’attentato, mentre per il governo le vittime sono 14. Come racconta da Aleppo Joseph Mistrih, 48 anni, un cristiano siriano che prima della guerra faceva la guida turistica, le case sono tremate a lungo come se ci fosse il terremoto. Gli abitanti di Aleppo sono abituati a convivere con il lancio di mortai dai quartieri della città controllati dai ribelli, e non dispongono di rifugi sotterranei che potrebbero trasformarsi in una trappola.

 

Dove si trovava al momento dell’attentato al Carlton Hotel?

Mi trovavo a casa mia. Tutti i cittadini di Aleppo ormai sono abituati a questi attacchi, soprattutto da parte dei mortai. Molti dei lanci di mortaio colpiscono il mio quartiere, che dista 20 minuti a piedi sia dal Carlton Hotel sia dalla Cittadella. Per noi le bombe che piovono dal cielo fanno parte della quotidianità, e ogni tanto i mortai colpiscono un palazzo o un intero quartiere, provocando a seconda dei casi cinque o dieci morti.

 

Ha udito distintamente il rumore della bomba esplosa ieri?

Quando ieri mattina è scoppiata la bomba al Carlton Hotel erano le 9.30, e la mia casa che è al terzo piano è tremata a lungo come se ci fosse una scossa di terremoto, e lo stesso è avvenuto per tutti gli altri palazzi della città di Aleppo. L’attentato contro il Carlton Hotel è avvenuto in una zona controllata dal governo.

 

Significa che i ribelli sono ogni giorno più potenti?

I terroristi hanno scavato un canale sotterraneo e posizionato una bomba la cui esplosione ha ucciso i soldati dell’Esercito. Gran parte della città vecchia è ancora in mano al governo, e l’escamotage del tunnel sotterraneo è stato l’unico modo che ha consentito ai ribelli di colpire. Questo attentato è il secondo in 20 giorni, in precedenza avevano colpito un palazzo che dista 200 metri dal Carlton Hotel.

 

Com’è la vita ad Aleppo assediata?


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