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IRLANDA/ Bambini sepolti in una fossa comune dalle suore: una invenzione

Si fa luce sulla terribile storia di centinaia di bambini sepolti in una fossa comune in Irlanda dalle suore. Si tratterebbe di una rilettura appositamente scorretta di cosa successe

Orfanotrofio irlandese Orfanotrofio irlandese

Sta circolando sempre di più sulla rete e su vari media internazionale la storia dei corpi di circa 800 bambini sepolti in una sorta di fossa comune fuori di una casa ricovero per ragazze madri in Irlanda. L'istituto, retto da suore cattoliche, secondo quanto si legge, sarebbe stata una vera e propria casa degli orrori dove i neonati erano malnutriti e non curati. Morivano dopo pochi mesi e venivano buttati in questo serbatoio senza alcuna benedizione e senza alcun riconoscimento. La notizia, hanno scritto tutti i media, è stata ripresa dalle parole di una storica, tale Catherine Corless, che avrebbe parlato di 796 corpi che giacciono in quella fossa comune, buttati nel periodo che va dal 1921 al 1961 quando l'istituto venne chiuso. Il problema, si legge oggi in un articolo pubblicato sul sito di Forbes, è che la donna non ha mai detto quella cifra come lei stessa adesso sta rendendo noto. In realtà l'Irish Times di domenica aveva pubblicato questa sua osservazione, ma non è stata ripresa da nessun media. Oggi l'Irish Times ha pubblicato una lettera di un lettore che spiega che quello dell'orfanotrofio non sarebbe esattamente un serbatoio, ma un tipo di sepoltura molto usata nel recente passato in molte parti di Europa. Nel 19esimo secolo, si legge nella lettera, si facevano delle fosse di mattoni con pezzi di albero ricoperte con una grande lastra spesso raddoppiata con una grande lapide. Era un tipo di sepoltura comune nei cimiteri di quell'epoca, si legge, ancora molto usate nei paesi mediterranei. Il lettore dice di averne vista una anche in Croazia: la fossa era fatta di blocchi di cemento intonacato e coperta di lastre di cemento. Molti ospedali irlandesi, dice ancora, avevano delle sepolture di questo tipo per i non nati o i bambini che morivano subito dopo il parto in aree speciali all'interno della zona ospedaliera. L'articolo poi riprende spiegando che gli istituti come quello delle suore in questione dipendevano dagli enti pubblici per il loro sostentamento, enti che spesso negavano i fondi. La percentuale di morte tra i bambini era molto alta, una cosa risaputa, proprio perché veniva loro negata l'assistenza pubblica necessaria. Insomma, il ritratto di suore crudelissime che facevano morire di fame i neonati e li gettavano in una fossa comune sarebbe solo una leggenda metropolitana per mettere in cattiva luce ancora una volta la chiesa cattolica irlandese. 

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