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Esteri

SCENARI/ Russia e Cina, "l'abbraccio" che danneggia l'Europa

Il presidente cinese Xi Jinping (S) con Vladimir Putin (Infophoto)Il presidente cinese Xi Jinping (S) con Vladimir Putin (Infophoto)

Rattrista, in tutto questo, che le leadership politiche dei paesi europei e dell’Ue passino il loro tempo a discettare di nomine post-elezioni invece di affrontare temi ben più gravi e sostanziali come: che deve fare l’Ue? A che serve l’Ue? Come, con quali strumenti deve agire l’Ue? Sembra proprio che questi leader politici europei non vogliano mai ascoltare i propri cittadini che nell’ultima tornata elettorale hanno senza dubbi riconfermato di non essere più interessati all’Ue (55% di astenuti in media, con punte dell’80% in certi paesi) o di opporsi a quanto l’Ue ha fatto negli ultimi dieci anni (30% dei votanti).

Quanto al ruolo di questa Unione europea in paesi quali l’Egitto, la Libia, la Siria, è meglio stendere un pietoso velo (con vergogna). Tornando all’Ucraina, è chiaro che adesso il presidente Poroshenko ha il potere legale di fermare la violenza e aprire a negoziati seri con la Russia e l’Ue. Purtroppo, ancora oggi, con il silenzio compiacente dell’Ue, le forze governative dell’Ucraina hanno continuato ad attaccare postazioni civili nell’Est e nel Sud facendo uso di artiglieria pesante e bombardamenti aerei. L’ipocrisia europea e i doppi standard porteranno solo guai. Qualcuno se ne renda conto prima che sia troppo tardi.

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