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Esteri

IRAQ/ La massima autorità sciita chiama gli iracheni alle armi, paura a Bagdad

A Bagdad ci si prepara a difendersi contro le milizie fondamentaliste islamiche che marciano verso la capitale. Le autorità religiose chiamano i civili alle armi

Ribelli di IsisRibelli di Isis

Continua la travolgente avanzata dei ribelli fondamentalisti che stanno attaccando i principali centri iracheni, diretti verso la capitale Bagdad. Secondo foto del luogo, ci sarebbero migliaia di vittime civili, uccise dalla ferocia dei miliziani di Isis, il gruppo legato ad Al Qaeda che vuole costruire uno stato islamico tra Siria e Iraq. Molte anche le violenze e gli stupri. Ieri il presidente americano Obama aveva dichiarato di essere pronto a intervenire militarmente seppur non con forze di terra e così ha anche detto di voler fare l'Iran. A Bagdad altissima è la tensione mentre le forze armate irachene cercano di organizzarsi, quando fino a oggi sono fuggite abbandonando le armi quasi ovunque. La più alta autorità religiosa sciita, l'ayatollah al-Sistani ha intanto lanciato durante la preghiera del venerdì di oggi una chiamata a tutti i fedeli a prendere le armi: "I cittadini che sono in grado di portare le armi e di combattere i terroristi, devono difendere il loro paese e le loro persone e i loro luoghi sacri, devono presentarsi come volontari e unirsi alle forze di sicurezza per raggiungere questo scopo santo" ha detto. Come si sa, i qaedisti sono di appartenenza sunnita e quella che si configura è niente altro che il proseguimento di una guerra secolare tra due visioni dell'islam.

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