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UCRAINA/ Shevchuk (vescovo di Kiev): il nostro "pellegrinaggio" dalla paura alla dignità

Pubblicazione:sabato 14 giugno 2014

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Alle conferenze episcopali della Chiesa Cattolica, preti, religiosi e i fedeli della Chiesa. A tutti i Cristiani e agli uomini di buona volontà che sono in solidarietà con l'Ucraina

Cari Fratelli e Sorelle,
negli ultimi sei mesi molti di voi hanno seguito da vicino quanto sta succedendo in Ucraina – eventi drammatici, qualche volta tragici, ma ultimamente vitali. Dopo un secolo di genocidi, decenni di corruzione crescente e di schiacciante ingiustizia sociale, il popolo ucraino ha intrapreso un motivato, lungo pellegrinaggio dalla paura e dalla menzogna verso la dignità e l'integrità.

In questi rigidi mesi invernali, milioni di persone hanno riempito le piazze delle nostre e anche delle vostre città, per manifestare il loro desiderio di una vita migliore. Tutte le Chiese Ucraine e le organizzazioni religiose si sono radunate insieme. Con una sola voce, per mesi hanno chiesto con fermezza che il presidente e il governo rispettassero i loro cittadini, hanno sostenuto che la violenza non è la risposta, che dividere la società e il Paese è immorale, che il dialogo è il solo mezzo legittimo per risolvere la crisi sociale e politica. Per questa unità profetica siamo grati a tutti i fratelli e le sorelle nella fede, romano-cattolici, protestanti, ebrei, musulmani e, in particolare alle Chiese ortodosse ucraine.

Le Chiese erano unite come lo erano persone di diversa origine etnica, di lingua e di classe sociale. Nelle ultime settimane, questa unità senza precedenti e questo stragrande consenso nel Paese si sono espressi nelle elezioni presidenziali. Petro Poroshenko è stato eletto al primo turno con il 55% dei voti su 21 candidati. L'85% ha votato per candidati in favore di una scelta per il Paese democratica ed europea. Oggi, la stragrande maggioranza dei cittadini – ucraini, russi, bielorussi, polacchi, ebrei, tartari, armeni, georgiani e altri gruppi etnici e religiosi – sono uniti contro la violenza terroristica e l'aperta aggressione militare dall'esterno. Essi sono sconvolti dall'annessione della Crimea e dal conflitto nella parte orientale del paese ispirato e sostenuto da Forze Speciali straniere. Questa è la sfida più grande che, oggi, Ucraina ed Europa devono fronteggiare.

Durante questi mesi di pellegrinaggio dalla paura alla dignità, la vostra solidarietà morale e spirituale è stata fondamentale per i cittadini ucraini e per le nostre Chiese. A nome del nostro clero e dei fedeli, vorremmo ringraziarvi per la vostra persistente preghiera e per le numerose opere di carità che avete portato avanti. Abbiamo rivolto una particolare espressione di gratitudine a Sua Santità Papa Francesco che ha sostenuto con la preghiera e l'esortazione il desiderio di pace e giustizia in Ucraina.

Quanto è accaduto in Ucraina è stato davvero miracoloso. Una grazia convertitrice è scesa copiosa sul popolo del nostro Paese. 


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