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IRAQ/ Micalessin: al Qaeda ha messo Obama in un vicolo cieco

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Perché intervenire oggi in Iraq significa sancire un'alleanza con l'Iran, alleato di al-Maliki, di Bashar al-Assad e nemico di Israele. Oltretutto un intervento aereo, senza avere sul terreno le forze speciali, potrebbe non essere risolutivo. Obama è in una posizione delicatissima.

 

Il governo cinese ha dichiarato di essere "pronto a fornire a Baghdad ogni aiuto possibile" per affrontare l'emergenza. È davvero possibile un intervento della Cina?

La Cina ha interesse a intervenire in un'area dove la politica americana è sempre più debole. Nell'area però sono molto presenti gli iraniani e anche i turchi: Erdogan, a tre mesi dalle presidenziali, si è trovato con 48 diplomatici sequestrati e non dimentichiamoci che un anno e mezzo fa scoppiò un'autobomba in territorio turco. Dubito che la Cina interverrà sul terreno, probabilmente darà forze e aiuti. Il prezzo più alto, comunque, lo stanno pagando i cristiani. Sono in 40mila intrappolati a Qaraqosh, assediati dall'Isis e rischiano di cadere in balìa dei miliziani. A differenza di 5 anni fa, non hanno neanche più la possibilità di fuggire in Siria.

 

Ma il fronte dei fondamentalisti è davvero compatto?

Innazitutto, gli errori occidentali sono stati molti, nessuno per esempio ha studiato la composizione di quella complessa galassia che l'Occidente in modo sbrigativo ha chiamato "i ribelli". Poi, l'Arabia Saudita ha preso le distanze da Isis. Nel conflitto siriano Ayman al-Zawahri, capo di Al Quaeda, aveva riconosciuto al-Nusra e disconosciuto Isis, che aveva scelto di combattere in Siria sfruttando altri canali che rifornivano di finanziamenti e armi…



(Daniela Tedioli)

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