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SCENARIO/ Mario Mauro: ecco come "cancellare" gli errori dell'EuropaBruxelles

Pubblicazione:venerdì 20 giugno 2014

Mario Mauro (Infophoto) Mario Mauro (Infophoto)

Oggi l’Unione legifera troppo e troppo nel dettaglio. Il regolamento comunitario non è né l’alfa, né l’omega dell’economia sociale di mercato. La convinzione secondo la quale maggiori norme per la regolamentazione dell’Unione siano positive per il progetto europeo deve essere messa in discussione. Se la priorità dell’Ue è il ritorno a una crescita solida e sostenibile, ovvero la creazione di una situazione di sostenibilità sociale nel territorio europeo e il soddisfacimento dei bisogni degli attori economici, dovrebbe essere favorita rispetto all’elaborazione di nuove norme che si aggiungerebbero alle leggi nazionali e peserebbero sull’economia.

Le principali questioni ambientali, etiche e le prospettive future richiedono sicuramente nuove regole comuni. La situazione europea potrebbe richiedere una sospensione regolamentare fin tanto che l’articolazione con le legislazioni nazionali, non sia avanzata. Il Parlamento cerca di guadagnare la sua autonomia politica. In questa fase si moltiplicano le iniziative legislative, senza realmente considerare che la semplificazione della legislazione europea è indispensabile per essere comprensibile da tutti.

Il Parlamento europeo dovrebbe evitare di disperdere i suoi sforzi e di pronunciarsi su argomenti che non rientrano nella sua giurisdizione. Il numero astronomico di risoluzioni e prese di posizione politiche senza valore legale, che in alcuni casi provocano danni agli obiettivi dell’Unione, riflette la necessità di limitarsi. Il peso politico del Parlamento deve estendere l’azione delle altre istituzioni, favorire discussioni al loro interno, non complicare situazioni già difficili. Concentrarsi sull’essenziale sembra debba essere ricordato all’unica istituzione eletta a suffragio universale.

Tutti gli attori dell’Unione devono essere ispirati dal principio di sussidiarietà, corollario del principio di responsabilità che vuole che il potere risponda ai bisogni più vicini. L’Unione non deve riprodurre un potere verticale; è “l’orizzontalità” sistematica che deve promuovere la cooperazione e l’efficienza.

L’Unione deve imparare a dare priorità ai suoi cittadini, alle aziende e ai governi. 
Il principio di preferenza deve essere incardinato in tutte le istituzioni per dimostrare concretamente che gli europei possano percepire veramente un sentimento di appartenenza. Il Parlamento europeo è l’istituzione che meglio potrebbe rafforzare l’autonomia dell’Unione.

Alcune misure concrete potrebbero contribuire a stimolare il comportamento autonomo degli attori europei che porterebbe sicuramente a rafforzare l’Unione: privilegiare il contributo europeo all’informazione, anche in riferimento a decisioni che comportino risorse esterne, piuttosto che fare ricorso ad apporti provenienti da paesi terzi. È urgente che l’Unione si focalizzi sulla sua ricchezza culturale, linguistica, intellettuale e sul funzionamento quotidiano dei suoi organi. Ha la capacità di rappresentare la potenza economica e commerciale del pianeta e deve comprenderne l’importanza simbolica per i suoi cittadini.

La priorità del Trattato di Lisbona era rafforzare il peso e la presenza dell’Unione nel mondo. Molti progressi sono stati compiuti, ma molto resta ancora da fare. I principali centri di risanamento di competenza della Commissione dovrebbero essere l’occasione per affrontare la difficile articolazione del ruolo dell’Alto Rappresentante tra le sue mansioni al servizio di una diplomazia europea e le sue funzioni di Vice-Presidente della Commissione. La Commissione può sicuramente beneficiare del suo inserimento all’interno del Servizio europeo per l’azione esterna. L’Alto rappresentante dovrà intervenire sulla definizione ed esecuzione di tutte le politiche dell’Unione legate agli Affari esteri e alle risorse ad essa allocate (quasi 12 miliardi di euro ogni anno). Questo probabilmente richiederà una revisione del regolamento finanziario dell’Unione e l’introduzione di nuove modalità di funzionamento.


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