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DIARIO MALTA/ Così don Bosco e papa Francesco cambiano il cuore del Mediterraneo

Pubblicazione:domenica 22 giugno 2014

La Cattedrale cattolica di Malta (Immagine d'archivio) La Cattedrale cattolica di Malta (Immagine d'archivio)

Un sacerdote salesiano, il reverendo Joe Cini Sdb, tiene da anni per il nostro gruppo una serata su san Paolo, che secondo il capitolo 28 degli Atti degli Apostoli, dopo un naufragio, passò tre mesi nell'isola, annunciandovi per primo il Vangelo. 

In questo lavoro sia scolastico che parrocchiale, spiega padre Joe Cini, i salesiani di Malta sono i sintonia con il papa argentino. L'attenzione di papa Francesco alle "periferie" è ovviamente, per chi vive a Malta, la cosa che più immediatamente identificano con la loro opera, che si concretizza anche con l'assistenza a gruppi di profughi dall'Africa. Ma il padre salesiano sottolinea anche il coraggio del papa, che è certamente un frutto dello Spirito Santo: uno spirito di riforma che non si fa incrostare in tradizionalismi, moralismi e clericalismi ma suscita sempre nuovi carismi, rispondendo così in modo sovrabbondante ai bisogni degli uomini di ogni tempo, come fece allora san Giovanni Bosco, come fanno i salesiani in tutto il mondo e qui a Malta. 

Un'attenzione all'uomo che è in primo luogo un'attenzione ai giovani, come si vede nel "credo salesiano" che si può leggere nel collegio a St. Patrik, di cui vorrei, a conclusione di questo diario, ricordare una frase: "The Holy Spirit is present in and through them to build an authentic christian commnunity".



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