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MERIAM IBRAHIM/ Liberata la donna sudanese condannata a morte per apostasia

Un tribunale sudanese ha ordinato la scarcerazione della donna sudanese condannata a morte per presunta apostasia. Aveva dato alal luce il secondo figlio mentre era in carcere

Foto da Internet Foto da Internet

Meriam Ibrahim, la donna sudanese condannata a morte per presunto abbandono della religione islamica e conversione al cristianesimo, sarà liberata. Lo ha sentenziato una corte sudanese che ha anche ordinato la cancellazione della precedente condanna, quella a morte. La motivazione: la costituzione sudanese riconosce la libertà religiosa, per cui la pena di morte per apostasia non sussiste, benché in Sudan diversi tribunali applicano la sharia, la legge islamica. Meriam era stata anche condannata a 100 frustate per aver sposato un cristiano. Come si sa la donna era stata arrestata lo scorso febbraio dopo denuncia da parte di alcuni presunti parenti. Lei si era sempre difesa dicendo di non aver mai abbandonato l'islam in quanto nata e cresciuta cristiana da parte della madre cristiana pure lei, mentre il padre musulmano aveva abbandonato la famiglia. Ma la sharia riconosce unicamente la fede religiosa del padre. Poi la condanna a morte. Essendo incinta, la condanna era stata rinviata a due anni dopo la nascita del figlio, nato qualche settimana fa in carcere. L'Unione europea e gli Stati Uniti avevano fatto forti pressioni per chiedere la liberazione della donna. Secondo Antonella Napoli dell’associazione Italia for Darfur Meriam sarebbe già stata liberata.

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