BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Waters: i Quattro di Guildford e l'ipocrisia delle bombe "amiche"

Pubblicazione:domenica 29 giugno 2014

Jerry Conlon (S), Paul Hill e Paddy Hill (irishtimes.com) Jerry Conlon (S), Paul Hill e Paddy Hill (irishtimes.com)

(Ieri si sono svolti a Belfast i funerali di Jerry Conlon, uno dei "quattro di Guildford" (Gerald Conlon, Patrick Armstrong, Paul Hill e Carole Richardson), che nel 1974 finirono in carcere con una condanna a 30 anni dopo un attentato dell'Ira in un pub di Guildford che fece cinque vittime e 65 feriti. Vennero rilasciati nel 1989 dopo che una Corte d'appello li giudicò innocenti. Nel 2005 Tony Blair, allora primo ministro, mandò loro una lettera di scuse. Ndr)

Era inevitabile che la risposta di Paul Hill riguardo alla morte di Gerry Conlon sarebbe stata fraintesa. Forse, è vero, avrebbe potuto spiegarsi meglio, ma chiunque abbia conosciuto la loro storia avrebbe capito cosa intendeva. Lo scorso weekend ha detto di avere avuto emozioni contrastanti, quando ha appreso, negli Stati Uniti, della morte di Gerry, suo amico da tutta una vita, aggiungendo che la morte per lui era arrivata come una liberazione. 

"Quello che è accaduto a me e a Gerry Conlon" ha proseguito "è stato un errore giudiziario peggiore di quelli riguardanti i morti a Guildford, a Woolvich e a Birmingham".

Ciò ha destato considerevole scandalo, principalmente, stando all'interpretazione più letterale possibile delle parole di Hill, fra gli Unionisti nordirlandesi. Secondo alcune fonti, alcuni membri delle famiglie delle persone uccise in quei bombardamenti sarebbero rimaste profondamente ferite  dalle parole di Hill.

Hill, però, intendeva esprimere un'emozione personale e non un dato di fatto. Egli non intendeva in alcun modo sminuire il dolore delle famiglie delle vittime dell'Ira, ma solo – per l'ennesima volta – cercare di esprimere il proprio dolore per la vita perduta sua e dei suoi amici. A suo modo, egli cercava di dare voce alla condizione di uomo libero che porta l'onta ed il fardello di un'accusa ingiusta lungo tutta una vita in cui la libertà diventa qualcosa di alieno. Stava cercando di dire che non si può derubare un giovane di 15 anni di vita e aspettarsi che viva come se nulla fosse accaduto. Cercava anche di dire che, benché non più imprigionati da serrature e sbarre, ma avendo passato la primissima età adulta in un carcere britannico, lui e il suo amico avevano passato i primi 25 anni della loro vita da ex carcerati come due condannati a morte in attesa di esecuzione. In sostanza, Paul Hill cercava di identificarsi con le vittime delle bombe dell'Ira, e, in un certo senso, lui e le altre persone ingiustamente incarcerate possono, a tutti gli effetti, essere inserite nella lista delle vittime innocenti di quelle atrocità. 

Hill e Conlon hanno passato 15 anni in carcere, accusati di crimini con cui non avevano mai niente avuto a che fare. Erano del tutto innocenti. Gerry Conlon ha visto suo padre morire in carcere, dopo avervi passato quattro anni.


  PAG. SUCC. >