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PUTIN/ Il suo mix di comunismo e zarismo smuove la democrazia dell'Ue

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Nella mentalità di Putin e dei suoi uomini, i quali detengono il 60, l'80% del potere economico, una decina di oligarchi con caratteristiche mafiose, ci sono oggi due aspetti. Uno è quello postcomunista e filosovietico, lo abbiamo visto in azioni come la concessione della cittadinanza russa a tutti coloro che sono nati in stati ex sovietici oppure la dichiarazione di ribattezzare Volgograd nuovamente Stalingrado. E poi c'è l'aspetto neoimperiale, che si ricollega direttamente a Pietro il Grande e allo zarismo.

 

In questo contesto allora che voto diamo alla tanto criticata Unione europea per questo suo impegno sul "fronte orientale"?

Io direi senz'altro positivo. Noi non sappiamo cosa sarà fra due o tre anni l'Unione europea, con tutti i nodi che stanno venendo al pettine. Pensiamo alla tenuta dell'euro, alla sofferenza di tanti strati di popolazione, il modo con cui vengono usati i fondi strutturali di cui per paradosso l'Italia è tra i maggiori contribuenti. C'è chi, come il sottoscritto, pensa ci sarà una evoluzione confederale. 

 

Cioè?

Un'Europa in cui diminuirà il potere centrale, aumenteranno i rapporti tra gli stati e vi sarà delocalizzazione dei poteri. Proprio un'Unione più larga e più vasta consente un decentramento del potere centrale e trova la sua principale ragion d'essere nella difesa della democrazia dell'area europea. Problemi interni ne ha, è vero, ma ha anche una funzione positiva quando si tratta di esportare la sua democrazia. 

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