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Esteri

UCRAINA/ Caracciolo: le mosse di Putin per "liberarsi" di Germania e Italia

Vladimir Putin (S) e Barack Obama (Infophoto)Vladimir Putin (S) e Barack Obama (Infophoto)

Non c’è dubbio che i russi siano tra i principali protagonisti della vita economica della City. Tra i russi che vivono a Londra ci sono alcuni oligarchi che per scelta o per necessità sono fuggiti da Mosca, dove potevano diventare politicamente ingombranti per Putin. Esiste ormai una connessione strutturale di tipo finanziario tra la Gran Bretagna e la Russia. Abbiamo visto per esempio che quando si è trattato di discutere sanzioni contro Mosca per l’intervento in Crimea, Cameron è stato dissuaso dall’assumere una linea dura proprio per l’impatto che questo avrebbe avuto sulla finanza e quindi sull’economia britannica.

 

Quali conseguenze politiche ed economiche possono avere i colloqui di Putin con Cameron e Hollande?

Da parte di Putin, la conseguenza può essere l’allargamento delle sue influenze in Europa che negli ultimi tempi erano diventate piuttosto limitate a causa della crisi ucraina. Da parte inglese e francese, c’è invece la considerazione che l’Europa ha bisogno di un rapporto con la Russia e non può non vedere che un dialogo con Putin è necessario. Non è pensabile ri-stabilizzare l’Ucraina senza la Russia, e questo è nell’interesse di tutti gli europei, inglesi e francesi inclusi.

 

Questi colloqui possono avere un effetto positivo per la pace in Ucraina?

Non credo che possano produrre un effetto diretto, ma possono contribuire a creare un clima più disteso. La situazione in Ucraina è ormai largamente sfuggita di mano agli attori esterni, Russia inclusa. Inglesi e francesi avevano pensato di potere utilizzare la crisi ucraina per mettere in difficoltà Putin, ma ora si rendono conto che le cose sono andate al di là delle loro intenzioni visto che ormai siamo sull’orlo di una guerra civile. Ciò può avere delle conseguenze molto gravi sul piano della sicurezza dal punto di vista dell’energia e dell’economia.

 

Putin sta cercando di adottare una strategia europea in qualche modo speculare a quella di Obama?

Spero che non si tratti semplicemente di “controbilanciare” le azioni della diplomazia americana, ma che questi incontri facciano parte di un’operazione di tutte le principali potenze, a partire da Russia e Stati Uniti, per evitare che la crisi ucraina diventi una vera guerra civile. Siamo davvero molto vicini, e se non si raggiungerà una qualche forma di intesa tra Mosca, Washington e i suoi alleati europei, c’è il forte rischio che la situazione degeneri.

 

(Pietro Vernizzi)

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