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SCENARI/ Renzi e l'alleanza cinese che può cambiare l'Europa

Pubblicazione:venerdì 6 giugno 2014

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Se si ha chiaro il “che cosa” e il “come” per l’Europa, la sua struttura organizzativa deve essere totalmente rifondata. Il trilogo istituzionale (Consiglio-Commissione-Parlamento) non ha più necessità d’essere, e con esso si annulla pure l’inutile e annosa querelle sulla democraticità delle istituzioni europee. La vecchia costruzione “europeista” non è stata pensata per e non è capace di gestire un cambiamento così importante. Non si tratta solo di una questione sintattica: le parole usate sopra non sono casuali! Infatti, è imprescindibile riunire nuove capacità in una organizzazione di scopo (la Gesellshaft tedesca) che serva tutti coloro i quali vi si associano.

In qualche modo il nostro Renzi dice di voler “cambiare verso all’Europa”. Benissimo! Dunque, prenda l’iniziativa senza indugio e abbandoni la Gemeinshaft del vecchio europeismo, cioè la moribonda comunità di “valori” morti a Sarajevo nel 1914 e poi nel 1991. Se vuole davvero cambiare l’Europa, come potrà restare insieme a quei ruderi del vecchio europeismo? Allora, se ne avesse davvero il coraggio, sarebbe interessante un salto di paradigma che solo un italiano, nel caso solo un fiorentino, un uomo della “periferia” come direbbe Bergoglio, può fare con un’inedita e machiavellica alleanza tattica e strategica con le forze nuove del continente e del mondo. Tra pochi giorni Renzi va in Cina, non se ne dimentichi! La speranza è l’ultima a morire… ma di speranza non si continuerà a vivere sereni!

Aspettiamo pazienti i risultati delle concitate negoziazioni brussellesi, ma prepariamoci a formare una nuova classe dirigente degli “alter-europeisti” capace di guidare il cambiamento. Non farlo significherebbe lasciar campo libero al riemergere dei nazionalismi. E questa sarebbe l’ultima iattura che distruggerà, nuovamente, l’Europa che è già orribilmente fratturata con l’incidente dell’Ucraina. L’America ci vuole per un matrimonio di interesse, ma questa volta temo proprio che non vorrà e non potrà aiutarci. Il futuro è nostro!



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