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DIARIO ARGENTINA/ Cristina Kirchner e la balla della "doppia Chiesa"

Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto) Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)

Giovi sapere che, a parte il fatto che le leggi furono abolite con un decreto partorito dalla deputata dell'opposizione Walsh, i Kirchner si sono arricchiti, dopo essersi trasferiti in Patagonia, con il decreto 1053 emanato dai militari che prevedeva la confisca dei beni immobiliari i cui proprietari non potevano più pagare a causa dell'iperinflazione. Le case e gli alloggi venivano quindi gestiti dai Kirchner attraverso aste. E anche che mentre Nestor Kirchner era Governatore della provincia di Santa Cruz proibì tutte le manifestazioni per i diritti umani, reprimendole duramente quando si facevano.

È stato un abile calcolo politico quello che, una volta occupata la poltrona presidenziale, spinse l'ex Governatore a reclutare parte delle organizzazioni per i diritti umani (principalmente le Madri linea Bonafini e le Nonne di Plaza di Mayo) nel potere attraverso faraoniche elargizioni di denaro e operazioni come quella di “Suenos Compartidos” (che in teoria doveva fabbricare alloggi degni nelle villas argentine) terminata in uno scandalo di dimensioni gigantesche, puntualmente manovrato dalla giustizia attuale.

Per fortuna molte cose stanno cambiando: da un po' di tempo si assiste a una rivisitazione di quella decade di violenza e sta emergendo un quadro molto differente da quello apparso finora, mettendo in crisi la manipolazione effettuata dal Governo, che ha avuto effetto specie sui giovani. Molti ex terroristi stanno confermando quello che in Argentina ben pochi non sapevano: i contatti tra le organizzazioni terroristiche e la giunta militare genocida erano molto diversi da quelli di nemici dichiarati. Spesso i contendenti (se si può usare questo termine) si scambiavano reciproci favori eliminando fisicamente nemici alle volte comuni, come per esempio lo stesso Padre Mujica, nella cui opera c'era una forte condanna alla violenza. Ed è quantomeno “originale” che la commemorazione del quarantesimo anniversario della sua morte descritta sopra abbia avuto come principale interprete una Presidente nel cui Governo militano personaggi dal passato terrorista mai rinnegato e che i militari abbiano riconquistato un potere politico, oltretutto con un personaggio, il Generale Milani, in forte odore di repressore durante gli anni Settanta.

I recenti discorsi presidenziali ci fanno entrare nell'altra grande manipolazione in atto, come scrivevamo all'inizio, quella della figura dell'attuale Papa, l'arcinemico fino a pochi giorni dopo la sua elezione improvvisamente venerato come un alleato politico da far risaltare in ogni occasione al punto da far nascere diatribe persino su lettere di auguri a Cristina che, considerate false, sono poi risultate vere ma con un esemplare alquanto differente da quello inizialmente presentato. Un fatto che avvolge di mistero una relazione alquanto controversa anche attualmente, come dimostrano i commenti presidenziali sul documento vescovile inerente la catastrofica situazione del Paese.

Di certo c’è che il kirchnerismo, fin dalla visita papale a Rio de Janeiro, spinge con ogni mezzo per assumere Papa Francesco tra le sue fila, ma ormai in molti credono che la favola della “Decada Ganada” sia giunta al suo triste epilogo, molto simile a quello della decade menemista che portò l'Argentina al tracollo economico del 2001, frutto di un potere neoliberista che i Kirchner considerano nefasto come in effetti fu: peccato che loro all'epoca ne fossero i principali sostenitori, fino ad arrivare alla definizione che Nestor Kirchner diede di Carlos Menem: “Il miglior Presidente che l'Argentina abbia mai avuto”.

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