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Esteri

DIARIO ARGENTINA/ Cristina Kirchner e la balla della "doppia Chiesa"

Come scrive ARTURO ILLIA, le critiche dei vescovi alla povertà sempre più diffusa hanno provocato una pesante reazione da parte della presidente Kirchner che è giunta a parlare di due Chiese

Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)Cristina Fernandez de Kirchner (Infophoto)

Dopo essersi appropriata della figura di Mao Tse-tung, la Presidente argentina Cristina Fernandez de Kirchner, che da un bel po' di tempo infarcisce i suoi discorsi di richiami evangelici, si è rivolta persino a Nostro Signore, paragonandosi a Lui: è successo nel discorso per l'anniversario del 25 di maggio, giorno in cui nel 1810 venne proclamata l'assemblea che di fatto iniziò il processo di indipendenza dell'Argentina dalla Spagna. Ma ormai questi atteggiamenti paiono sempre più intesi a proporsi come la prediletta di Papa Francesco che, da perseguitato per quasi 15 anni dal regime kirchnerista e quasi maledetto nel giorno della sua elezione, ha finito col trasformarsi nella principale figura di riferimento.

Certo è che le parole della prima carica argentina stridono con i fatti che descrivono un Paese ormai allo sfascio in molti settori, ma specialmente in quelli economico e sociale: inflazione alle stelle, scandali che continuano a coinvolgere l'entourage presidenziale e che vengono quotidianamente denunciati ormai da mesi, anche se il potere della Presidente, che ormai è totale anche nel settore giudiziario, continua a rimuovere magistrati e giudici ogniqualvolta scoprono nuove connessioni con traffici non proprio ortodossi. Ma questa è l'Argentina di oggi, Paese in cui anche il narcotraffico ha messo fortemente piede trasformando città intere (si pensi a Rosario) in terra di nessuno e dove la delinquenza, approfittando di leggi estremamente permissive, ha provocato un'insicurezza mai vista: ormai il vivere quotidiano è dettato dalla paura che i cittadini hanno di uscire dalle case e questo non solo nei quartieri periferici delle città in cui le “villas miserias” sono aumentate a dismisura anche attraverso l'occupazione di territori da parte di bande che poi li sfruttano commercialmente, ma pure nei quartieri più eleganti i furti e gli assalti sono all'ordine del giorno.

Secondo l'Università Cattolica argentina, la povertà investe un abitante ogni quattro: ed è proprio partendo da questo dato spaventoso e in contrasto, come tanti, con la macchina propagandistica governativa, che i vescovi argentini hanno denunciato tutto ciò che è stato descritto finora. Ma invece di provocare una profonda riflessione ecco che la Kirchner, nell'abituale stile di un potere politico disposto solo a parlare di una “Decada Ganada” che ormai è diventata una favola, ha subito attaccato il potere episcopale, paragonandolo a quello militare negli anni Settanta: è accaduto tre settimane fa in occasione dell'inaugurazione di una statua dedicata a Padre Mujica, il prete che si distinse per la sua opera nelle villas, barbaramente ucciso l'11 maggio del 1974.

Cristina ha detto in sostanza che esistono due Chiese: una dedicata ai poveri, in cui si è subito inclusa con Mujica e papa Francesco, e una rappresentata da vescovi che si rifanno alla dittatura tristemente famosa. Insomma, una triste ripetizione della prefazione al libro “Nunca Mas” di Ernesto Sabato, la relazione del processo contro le violenze degli anni Settanta nel Paese e la dittatura genocida, a cui anni fa il Presidente Nestor Kirchner sostituì la bellissima introduzione dell'autore con una di Hebe di Bonafini, la leader dell'omonima corrente delle Madri di Plaza de Mayo, che descriveva l'epoca come una guerra dei buoni intrapresa dai gruppi terroristici Erp e Montoneros contro i cattivi militari. Dando inizio a quella falsa reinterpretazione del periodo a uso e consumo del potere di turno, che appare come l'unico vero oppositore del regime genocida e il suo esecutore con le sentenze che hanno abolito di fatto le leggi di “Obedencia debida” e “Punto final”, decreti che “assolvevano” di fatto i militari.