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SCENARI/ Così Germania è diventata "nemica" degli Usa (e dell'Europa)

Pubblicazione:venerdì 11 luglio 2014

Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto) Barack Obama e Angela Merkel (Infophoto)

Le allucinazioni britanniche sulla pretesa volontà egemonica tedesca sono frutto di immaginazione. Nella realtà, la Germania non solo non vuole ma non può permettersi i costi dell’egemonia. Quindi il rischio è la chiusura in se stessa. La conseguenza è la disintegrazione dell’Ue, perché ognuno andrà per proprio conto cercando “ricettine” per galleggiare nella crisi che è ancora viva e presente.

Il rischio vero potrebbe esserci se la grande coalizione al governo in Germania (e nell’Ue) non dovesse restare in piedi. Per ora il prezzo che Angela Merkel ha dovuto pagare all’alleato di governo socialdemocratico (Spd) è stato il salario minimo. Ma anche sulla questione della crescita europea il governo tedesco è in fibrillazione. Da un lato i cosiddeti falchi, Schauble e Wiedmann, che rifiutano ogni concessione ai Piigs, e dall’altro la Spd che per bocca del vicecancelliere Gabriel vorrebbe aderire alla proposta anglo-americana di “rilassamento quantitativo” della politica monetaria europea. La crisi di governo non sarà domattina, ma certamente serpeggia sottotraccia.

Di fronte a una tale situazione, potrebbe anche avvenire l’impensabile. Con la scusa dell’oltraggio delle intercettazioni e dello spionaggio americano, la cancelliera Merkel potrebbe preferire la via dell’Oriente a quella dell’Occidente. Spaccata l’eurozona, che è già a più velocità, la Germania potrebbe avviarsi a un’alleanza strategica, portandosi dietro un certo numero di satelliti europei dell’Ue, con Russia e Cina. Nascerebbe così una Germania globale e di quella europea o “europeizzabile” non resterà che il ricordo.

Evidentemente, una tale ipotesi è sufficiente per gli americani per considerare la Germania un “nemico” e quindi attivare il controspionaggio.



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