BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Esteri

GAZA/ 1. Herzog (Haaretz): Hamas nasconde i missili tra i malati negli ospedali

InfophotoInfophoto

E’ una buona domanda, per Israele il dilemma è come trovare il giusto equilibrio. In definitiva Hamas è la più forte organizzazione presente a Gaza, e Israele la considera responsabile per quanto avviene nella Striscia. Da un lato vogliamo colpire e fare pressioni su Hamas, affinché diventi suo interesse accettare un cessate il fuoco. Dall’altra non vogliamo indebolire troppo Hamas per evitare che gruppi salafiti o jihadisti finiscano per riempire il vuoto che si creerebbe. Di recente Hamas ha accettato un accordo con il partito Fatah di Abu Mazen.

 

Che cosa sta avvenendo realmente nel partito palestinese?

Hamas sta attraversando una crisi politica e finanziaria senza precedenti. L’Egitto ha definito Hamas “un nemico”, ha chiuso i valichi al confine con Gaza e ha distrutto i tunnel sotterranei di cui l’organizzazione palestinese beneficiava e si serviva. Anche Damasco e Tehran hanno smesso di sostenere Hamas per la posizione assunta dal partito palestinese nella guerra siriana. Hamas è inoltre sfidata nella stessa Striscia di Gaza da parte di altre organizzazioni estremiste.

 

L’accordo con Fatah sembrava però una svolta moderata da parte di Hamas…

I leader politici di Hamas sperano di superare i loro stessi problemi attraverso la riconciliazione con Fatah. Questo accordo presenta però diversi problemi. In primo luogo Hamas sperava che Fatah avrebbe pagato gli stipendi degli oltre 30mila dipendenti pubblici assunti a Gaza in occasione del colpo di Stato del 2007. Fatah ha però risposto che non intendeva pagare per questi lavoratori. L’uccisione dei tre teenager israeliani in Cisgiordania a quel punto ha portato alla crisi cui stiamo assistendo.

 

C’è il rischio che la crisi di Gaza crei un effetto domino con Siria, Iraq e Libano?

Non credo che quella di Gaza eclisserà le altre crisi mediorientali, e d’altra parte se si osserva le risposte dei principali Stati arabi non c’è molta simpatia nei confronti del partito di Hamas. Agli sciiti Hamas non piace e i jihadisti la sfidano, e non c’è un solo Stato arabo che offra un sostegno fattivo al partito palestinese. Hamas è abbastanza isolata e ciascuno dei Paesi del Medio Oriente che lei ha menzionato ha dinamiche proprie che non sono condizionate da quanto avviene nella Striscia di Gaza. Non ci sarà quindi nessuna conseguenza né in Siria né in Iraq né in Libano.

 

Per alcuni commentatori Israele punta a ridisegnare la mappa del Medio Oriente lungo linee confessionali. Come valuta questo scenario?