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GAZA/ Jean: Hamas, la strategia della "non vittoria" crea problemi a Israele

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Perché se sostiene Hamas allora sostiene anche gli Hezbollah, Assad e così via. In alternativa fa un'azione super partes, da arbitro, in cui Israele però non si può accontentare di un risultato solo parziale. 

 

Dal punto di vista militare, come giudica quanto accaduto finora?

I bombardamenti israeliani non riescono a colpire i depositi di missili spesso situati nelle caverne o sotto le abitazioni civili e di conseguenza Israele per questione di immagine internazionale non può spingere i bombardamenti oltre un certo limite. Va anche detto che con il bombardamento aereo tecnicamente non si è in condizione di colpire certi obiettivi.

 

Quindi l'opzione dell'attacco via terra è l'unica opzione?

La guerra dei giorni scorsi, fatta di bombardamenti reciproci, è stata pura guerra di logoramento, che ha portato a uno stallo risolto con l'attacco via terra.  

 

Come giudica militarmente l'invasione?

Non è un'invasione, le forze israeliane si sono fermate lungo il confine per attaccare i tunnel. Si muovono con gruppi corazzati e con parecchia fanteria, facendo rastrellamenti e impiegando i genieri per far saltare i tunnel. Questo è quanto per adesso, ma come in tutte le cose militari si sa come si comincia ma non come si finisce.

 

Teme una escalation ulteriore?

Ci potrà essere senz'altro un contrattacco di Hamas oppure della jihad e gli israeliani saranno obbligati a dar via a una escalation. La strategia militare al momento è limitata  a colpire i tunnel cercando di distruggere i depositi di razzi.

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