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RETROSCENA/ Quali giochi di potere dietro i “guai” di Ucraina, Israele ed Europa?

Pubblicazione:domenica 20 luglio 2014

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All’errore puro crediamo molto poco! La Russia non ha alcun interesse ad attrarre su di sé ulteriori accuse. E i filorussi tantomeno. Sarebbe più logico pensare che la cosa convenisse a Kiev e agli americani per poter premere facilmente il bottone “blame Russia”. Ipotesi troppo logiche che nel mondo della complessità non sono credibili. Premettiamo che la verità, salvo se i russi la produrranno pubblicamente, non verrà a galla. Invece, seguendo un ragionamento contro-intuitivo, la Russia che vuole sbarazzarsi al più presto del fardello degli indipendentisti ucraini - abbiamo già scritto su questo giornale che la tattica di Putin sull’Ucraina è cambiata - avrebbe parecchio interesse che il “blame” cadesse soprattutto su di loro. Diventerebbero indifendibili anche agli occhi dei nazionalisti russi! Della telefonata Obama-Putin poche ore dopo l’abbattimento del velivolo non sapremo mai i contenuti reali. Vedremo nelle prossime 72 ore che cosa produrrà di pubblico l’intelligence russa e quella cinese, mentre il “blame Russia game” si farà sempre più assordante in Occidente.

Venendo al Medio Oriente, dietro a un nuovo mantra - “la Jihad islamica”e il “Califfato” - si nasconde una banalissima guerra di successione per il potere tra Sunniti, e in modo molto minore tra Sciiti e Sunniti. Dopo il disastroso fiasco di Obama, della Ashton e di quella serie di esperti autoreferenziali europei agitatisi con le cosiddette “primavere arabe”, le politiche di vicinato dell’Ue e con la legittimità democratica dei Fratelli Musulmani, stiamo assistendo a una sanguinosa guerra intra-islamica per il controllo del potere, ovvero all’emergere di nuove oligarchie che mettono in pericolo quei regnanti fantocci dell’Occidente, impostori messi lì al nostro servizio dopo il disfacimento dell’Impero britannico nel 1916. Diversamente dalle vecchie oligarchie i “nuovi” sono figli della globalizzazione commerciale e finanziaria, dispongono di risorse enormi tratte dal resto del mondo e non solo dal commercio delle risorse energetiche locali.

Un nascente “terzo Stato” islamico che con lo stesso terrore di illuministica memoria vuole disfarsi con la “ghigliottina” dei vecchi potenti. Come allora non vi è nulla di democratico ma una forza feroce dettata dall’ambizione e dai mezzi che oggi sono abbondanti e a buon mercato, anche grazie alle generose quanto idiotiche operazioni di sostegno occidentali. Chiaramente, ciò minaccia anche l’Occidente, particolarmente l’Europa, che è parte in causa dei regimi che loro vogliono abbattere. Ha ragione Lucio Caracciolo che scrive che il Medio Oriente si sta disintegrando. È in quest’ottica che si può leggere meglio l’orribile azione militare e di epurazione etnica che la destra religiosa radicale di Israele sta compiendo contro 100.000 palestinesi che a Gaza sono ostaggio di vari gruppi islamisti e dell’esercito israeliano. Un’occasione unica (estremamente cinica) per “ristrutturare” il vicinato di Israele. “Per il vostro bene è meglio che abbandoniate le vostre case e andiate via” recitano i volantini lanciati dagli aerei di Tel Aviv. I morti palestinesi spesso assolutamente innocenti continuano a crescere. La Chiesa temeva che ciò avvenisse, ma i suoi sforzi di pace non sono stati ascoltati. Non sarà certo l’improbabile missione diplomatica del ministro Mogherini a fare alcuna differenza, e onestamente ce ne dispiace.


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