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GAZA/ La lettera del parroco: ecco perchè sto ancora nella Striscia

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foto: Infophoto  foto: Infophoto

“Con grande dolore abbiamo assistito all’ingresso delle truppe israeliane nel territorio Gazaui. L’arrivo dei carri armati, gli spari, il chiasso degli elicotteri e delle raffiche annunciano il proseguimento di una guerra assurda. Nemmeno il cessate il fuoco di cinque ore è stato rispettato. È sempre più alto il numero delle famiglie che ha chiesto rifugio nella nostra scuola, in particolare rifugiati da Beit Hanoun e da Beit Lahia. L’acqua comincia a scarseggiare così come il carburante e l’elettricità (tre ore al giorno). Questa situazione è ancora più grave in posti come gli ospedali”. Comincia così la lettera scritta dal parroco di Gaza, padre Jorge Hernandez. La lettera è stata scritta il 19 luglio ma sta girando sempre di più sui social network, diventando virale e rappresenta la testimonianza di ciò che sta avvenendo a Gaza: sangue su sangue, ma anche una ostinata presenza e testimonianza che la violenza non riesce a piegare. "Qualche volta serve esserci, nulla di più. Anche se manca tutto". Ecco perchè Padre Jorge resta nella striscia (Serena Marotta)



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