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Esteri

SCENARI/ Sapelli: dall'Ucraina al Medio Oriente, c'è un "mostro" che distrugge la pace

Sono diversi i fronti caldi a livello internazionale in cui si combatte. GIULIO SAPELLI spiega perché i conflitti stanno crescendo in un clima di impotenza occidentale

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Nessuno può credere che sia stato interesse o volontà tanto della Russia di Putin, quanto della nuova Ucraina che sta emergendo dal conflitto con essa, abbattere l’aereo malese con la catastrofe umanitaria che ne è seguita. Questo dramma è il frutto di un’incipiente crisi del disordine internazionale attuale. Esso si fonda principalmente non più o non più soltanto sulla deterrenza nucleare, quanto invece sulla minaccia che portano alla pace e ai beni di potenze avverse agenti ideologici e militari incubati, finanziati, sorretti in ogni modo da sistemi di potenza che tramite essi vogliono allargare la loro sfera di dominio.

Ciò è evidente per quanto riguarda il conflitto intra-islamico e lo è anche nel conflitto arabo-israeliano. Va sottolineato, in quest’ultimo caso, che qui entra in gioco una variante: Israele, ormai, è sia potenza che agente di se stesso, visto l’isolamento in cui di fatto i due storici alleati Usa e Turchia l’hanno lasciato. Nel caso ucraino il neo-sistema di disordine internazionale che ho descritto trova invece una sua preclara e drammatica manifestazione. Ormai nessuno controlla più nulla sul terreno. E sul terreno fioriscono fiori malvagi. Se innaffiamo i fiori con il commercio delle armi internazionale e clandestino, che va dalla pistola Mauser alla bomba atomica, possiamo ancora dirci fortunati se non saltiamo tutti in aria.

Per questo oggi è più difficile di un tempo ogni mediazione diplomatica. Certo, Kerry è patetico per il suo girovagare come un venditore di ketchup. Quale è, del resto, ché in quell’incarico terribilmente oneroso ha la sua ricompensa per il finanziamento elettorale al disastroso Obama. E lo stesso vale per i separatisti ucraini finanziati da Putin, i quali fanno ciò che vogliono.

Ma vi è qualcosa di più drammatico - se può esservi - dei modelli di selezione delle cuspidi della direzione delle potenze mondiali: è il fatto che esse non riescono più a essere compulsive, ossia a sorvegliare il controllo decisivo dei comportamenti degli attori che creano o risuscitano o suscitano per perseguire i loro malidentificati interessi. Quale ordine mondiale si possa in questo modo costruire mi sfugge veramente.