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GAZA/ L'esercito israeliano annuncia di aver raggiunto i suoi obbiettivi: fine delle ostilità?

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(Infophoto)  (Infophoto)

BOMBARDAMENTI SU GAZA - Gli obbiettivi militari prefissati dall'esercito israeliano sarebbero stati raggiunti. Lo fa sapere una fonte dell'esercito israeliano facendo capire che dal loro punto di vista la guerra potrebbe concludersi già adesso. Ma spetta ai politici, ha detto ancora la fonte, decidere se fermare le ostilità. "Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci erano stati affidati all'inizio della campagna. Ora la leadership politica deve decidere se andare ancora avanti o ritirarsi da Gaza" è quanto comunicato. Le vittime al momento sarebbero complessivamente 1110 mentre gli sfollati nella striscia di Gaza oltre 200mila.

BOMBARDAMENTI SU GAZA - Bombe sulla scuola della parrocchia della Sacra Famiglia A Gaza. E' successo in queste ultime ore dopo la ripresa dei combattimenti fra Israele e Hamas. Sono stati distrutti almeno in parte l'ufficio parrocchiale, l'ufficio del parroco e altri locali. L'obbiettivo sembra fosse una casa poco vicina alla parrocchia e che è stata centrata in pieno. L'esercito israeliano aveva intimato già ieri ai palestinesi della zona di lasciare le loro abitazioni, cosa che in molti hanno fatto ma molte persone vivono da giorni all'interno della chiesa, compresi diversi bambini disabili. Le suore che si prendono cura di loro hanno fatto sapere che non è possibile evacuare in quelle condizioni. Il parroco. Jorge Hernandez, ha commentato la situazione: "Questa guerra assurda continua ad andare avanti. Dopo aver distrutto il quartiere di Shujayeh, ora prendono di mira quello di Zeitun. Tutto capita attorno a noi. I miliziani di Hamas continuano a lanciare missili e poi si nascondono nei vicoli. E noi non possiamo fare assolutamente niente. Non possiamo evacuare, con i bambini è impossibile. Le loro famiglie vivono qui intorno. E può essere più pericoloso uscire che rimanere qui".

BOMBARDAMENTI SU GAZA - È stata una notte di bombe e nuovo orrore a Gaza: raid israeliani sulla Striscia hanno fatto 26 morti, tra cui 9 donne e 4 bambini. Secondo il rapporto dei servizi di soccorso palestinesi, il bilancio delle vittime dall'inizio dell'offensiva di Israele – scattata l'8 luglio – è salito ad almeno 1.113. Nella serata di ieri il premier Benjamin Netanyahu aveva detto al suo Paese di prepararsi a una lunga offensiva: così, poco dopo la mezzanotte, l’artiglieria pesante è tornata a colpire obbiettivi  in territorio palestinese spargendo sangue anche tra i civili. Nelle prime ore della notte bombardamenti hanno colpito Rafah e il campo profughi Bureij. Colpita anche la casa di Ismail Haniyeh, leader di Hamas, nel campo di Shati. Dopo i 5 soldati israeliani uccisi ieri nel combattimento contro un commando palestinese che si era infiltrato, scavando un tunnel, a Nahal Oz, sono risuonate a Tel Aviv le sirene di allarme anti-missile, ma i razzi sparati dalla Striscia di Gaza sono intercettati dal sistema di difesa antiaerea (Arrow).

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