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SCENARI/ Usa e Ue, la "rottamazione" del Renzi-Telemaco

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Non c’è che da plaudere al coraggio di Renzi che nella tana dei brontosauri ha affermato che non si può morire per l’euro: “Il nostro futuro non è solo la moneta che abbiamo in tasca”. Superando le migliori aspettative degli euroscettici, proprio perché sono state parole pronunciate dal capo di un governo europeista e non da un leader arrabbiato di opposizione, Renzi ha annunciato che la “voce dell’Italia sulle materie economiche si farà sentire”. Altra tagliente sfilettata a chi immaginava un’Italia in cerca di comprensione e favore dei potenti, per elemosinare un qualche sconto di pena fiscale e di bilancio. Non un arroccamento sovranista, ma la discesa nel ring dello scontro sull’applicazione delle regole del gioco europeo, regole ereditate e che non ha chiesto di cambiare (almeno per ora).

Questo capolavoro politico degno della più grande tradizione del cattolicesimo sociale non poteva non contenere anche un messaggio etico. Infatti, Renzi ha fatto esplicitamente richiamo allaGemeinshaft europea, cioè a quella comunità di valori identitari per cui essa stessa ha la dignità di esistere. Con un accenno al liberalismo illuminato e progressista, Renzi ha evocato i “valori comuni europei” per cui non si può restare silenti e inattivi quando il fanatismo religioso rapisce e condanna le donne, quando la barbarie settaria distrugge le vite di milioni di persone non solo in Africa. “Abbiamo un obbligo civilizzazionale”, ha detto. Parole che in Francia, Belgio e Regno Unito non sono passate inosservate. L’Africa deve vedere in noi europei non solo e non tanto un partner commerciale, ma un faro di una civilizzazione, una società aperta che ispira il resto del mondo.

Quindi non un’Europa super-Stato aggressivo, opprimente e forte di eserciti e regole, ma un concetto olistico e progressista di società. Echeggiano i concetti cari a George Soros, ma è diametralmente opposto al narcisismo utilitarista dei Massimo D’Alema e dei Tony Blair che furono padri di quella “terza via” della socialdemocrazia di mercato. Tanto è vero ciò che al Blair inviato di pace non resta null’altro che fare il consigliere della giunta militare al governo in Egitto, e a D’Alema di coltivare le sue vigne. In un colpo solo i Romano Prodi, gli Enrico Letta, e i Tony Blair, sono stati tutti consegnati alla storia.

Auguriamoci che l’epilogo di questa incipiente avventura europea di Renzi-Telemaco non segua la falsariga tracciata da Omero nell’Odissea. Sinceramente e di cuore mettiamo in guardia il Renzi-Telemaco dalle Sirene. 

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