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ASIA BIBI/ Paul Bhatti: se l'occidente vuole salvarla, paghi un avvocato musulmano

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Asia Bibi (Immagine d'archivio)  Asia Bibi (Immagine d'archivio)

Ci sono alcuni di loro che lo fanno, non è la prima volta, ma il caso è estremamente complesso. Dietro al caso di Asia Bibi ci sono delle vere e proprie forze nascoste, delle lobby islamiche, le stesse che hanno ucciso il governatore e poi mio fratello. Noi vogliamo però parlare con queste persone, io stesso mi sono mosso per cercare di incontrarle. E' solo un dialogo strategico che può risolvere il caso. Io mi sono mosso quando il marito di Asia è venuto personalmente a chiedermi di aiutarli, ho cercato e sto ancora cercando un sostegno legale che sia di vero aiuto per lei.

 

Magari un collegio internazionale di avvocati?

No, ci vuole un avvocato musulmano che la difenda. Si tratta di legge islamica, se ci fosse di mezzo un avvocato cristiano verrebbe subito messo in difficoltà, gli direbbero che lui non ne capisce di questo argomento, che non conosce la legge islamica. Tornando alla sua domanda di prima, c'è una simpatia diplomatica internazionale per Asia, ci sono musulmani che la sostengono, ma non è abbastanza. Oggi fare dichiarazioni non serve più. Adesso servono i fatti.

 

Intanto il processo di secondo grado continua a essere rinviato con una scusa o con un'altra.

E' naturale, i giudici sono bloccati, hanno paura. Se la condannano, sanno che avranno addosso le critiche della comunità internazionale e anche di parte di quella locale. Se la liberano sanno che ci sono estremisti pronti a ucciderli. Questo caso va gestito con una certa strategia: noi vogliamo discutere con chi manovra dietro le spalle di Asia e trovare una via di uscita. 

 

Molti cristiani in Italia si domandano cosa fare, oltre a pregare per Asia.

In passato a livello di prese di posizioni si è fatto tantissimo, lo ha fatto il governo italiano, lo ha fatto anche Papa Benedetto ma non è servito purtroppo a nulla. Mio fratello è stato ucciso perché la difendeva, ecco cosa è successo. Ma ripeto: non è più tempo di dichiarazioni, ma solo di aiuti concreti, diamole un avvocato, non parole. 

 

Eppure siamo tutti colpiti dalla enorme testimonianza di fede di Asia e di tanti cristiani perseguitati come lei.

Questo è vero, questo è molto importante. I nostri fratelli cristiani in occidente non sanno come vivono i cristiani del Pakistan o dell'Iran o di tanti altri paesi, che sono invece perseguitati fino alla morte. Purtroppo per i cristiani perseguitati arriva il momento in cui si scoraggiano. Vivono continuamente nella paura di essere torturati, si sentono soli e perseguitati per la loro fede. 

 

Il Papa ha detto che sono più i cristiani martiri oggi che quelli dei primi secoli della storia della Chiesa.

Esattamente. Molti di loro vengono a chiedermi aiuto e devo dire che, anche se non ne parliamo pubblicamente per motivi di sicurezza, riusciamo a fare tante piccole cose per loro. Abbiamo fatto anche cose importanti, come aiutare spose bambine a riavere la loro libertà, a far uscire di prigione cristiani condannati per blasfemia. Non ne facciamo pubblicità, ma siamo impegnati tutti i giorni. Ma per fare queste cose abbiamo bisogno di aiuto concreto. 

 

(Paolo Vites) 



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COMMENTI
07/07/2014 - Renzi non ne parli soltanto (Giuseppe Crippa)

Paul Bhatti suggerisce un modo concreto di aiutare Asia Bibi: speriamo che qualcuno si faccia carico di renderlo operativo. Io, che non ho saputo fare nulla di più che apporre la mia firma ad uno dei tanti appelli, parteciperei volentieri ma spero lo faccia anche Renzi che ha usato Asia per infiorare uno dei suoi tanti discorsi.