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DALAI LAMA/ Il leader contro i nazionalisti buddisti: basta violenza contro l'Islam

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“Buddha predica amore e compassione. Se il Buddha è là, lui proteggerà i musulmani che i buddisti stanno attaccando”. Così ha detto il Dalai Lama, nella città indiana di Leh, parlando davanti a migliaia di buddisi – compreso l’attore hollywoodiano Richard Gere, per frenare questi attacchi. Il Dalai Lama, che vive in esilio dal 1959, ha prima parlato in maniera chiara della violenza perpetrata da nazionalisti buddisti. In Myanmar, la violenza religiosa ha fatto 200 morti e creato 150.000 senzatetto, in prevalenza membri del Rohingya, una minoranza musulmana, da giugno del 2012, quando l’agitazione irruppe nello stato occidentale di Rakhine. “Esorto – ha detto il Dalai Lama a proposito della violenza contro i musulmani in Myanmar e lo Sri Lanka – i buddisti in questi paesi a pensare al Buddha prima di commettere tali crimini”. Una violenza che si è verificata anche altrove nel paese, a Mandalay, la settimana scorsa: il bilancio è di due morti e 14 feriti. I gruppi di diritti umani in quella occasione accusarono i monaci estremisti di incitare alla violenza ed di essere presenti all’aggressione. E ancora: in Sri Lanka, il mese scorso, quattro persone sono state uccise durante le notti di violenza religiosa da attacchi dei buddisti, che hanno preso la città sud-ovest di Aluthgama. Alcuni testimoni hanno dichiarato alla Cnn, che l’insorgere contro i musulmani è cominciato dopo una riunione organizzata dal Bodu Bala Sena (Forza del Potere del buddista), gruppo il quale leader, un monaco, fece un discorso incitando alla violenza contro i musulmani.
Serena Marotta


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