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ISRAELE vs HAMAS/ Jean: l'ennesima guerra "figlia" di Obama

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Hamas dovrà accettare l'impostazione seguita da Al Fatah. Questo perché Netanyahu non accetterà mai uno stato palestinese in cui governi anche Hamas. La linea del premier israeliano è chiara, convincere i palestinesi che se hanno una possibilità è quella di convivere con Israele: stare con noi è molto meglio che stare con gli altri arabi. A meno di un intervento della Turchia che apra uno spiraglio differente.

 

Perché la Turchia?

La Turchia ha sempre avuto un ruolo rilevante nello scenario mediorientale, ma alle prese con i propri problemi interni è silente da parecchio, basti vedere come non abbia aperto bocca sul caso della Crimea. C'è da aspettarsi adesso una qualche significativa dichiarazione da parte turca, in vista di un possibile attacco israeliano.

 

Vista la quasi totale assenza americana in Medio Oriente, lei pensa che la visita di Papa Francesco, l'incontro di Roma con i leader palestinese e israeliano, stiano a significare un ruolo leader della diplomazia vaticana in Medio Oriente?

L'iniziativa del Papa ha certamente avuto una grande rilevanza mediatica, ma non credo possa portare a sviluppi concreti. Certamente il Vaticano svolge un ruolo importante soprattutto nel tenere aperti canali diplomatici di dialogo dove sia consentito discutere, ma tra le parole e i fatti c'è una grande differenza.

 

Anche perché la politica estera americana in Medio Oriente sembrerebbe assente…

No, non è assente, il problema è l'America che soffre la leadership di un presidente che si è comportato in modo sciagurato con il mondo arabo.

 

In che senso?

Si ricordi il discorso di Obama del 2009 in cui di fatto incoraggiava il mondo arabo a scendere in piazza e rivoltarsi contro i suoi leader, un discorso che non è stato certamente indifferente per la nascita della primavera araba. Poi la cosa è completamente scappata di mano a Obama ed egli non ha saputo più cosa dire. Oggi il presidente degli Stati Uniti gode di un consenso nei paesi arabi ancor più basso di quello che aveva il suo predecessore George W. Bush.

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