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Esteri

DEFAULT ARGENTINA/ Un fallimento già scritto (da tempo)

Cristina Kirchner (Infophoto)Cristina Kirchner (Infophoto)

Si sono sviluppati piani economici fasulli o destinati a fallire, con misure drastiche che di fatto hanno bloccato l’economia perché senza senso, ispirate più a slogan politici che non a manuali di economia. E sopratutto non si è risolto il problema del debito, che invece di diminuire si è ingigantito perché, tanto per fare un esempio, il debito con i cosiddetti “Fondi avvoltoio” era di soli 50 milioni di dollari, ma i continui proclami della Presidente Cristina Fernandez de Kirchner di non pagarne un centesimo hanno trasmesso questa volontà al giudice americano Griesa, che due mesi fa iniziato un procedimento che si è appena concluso negativamente. E ora si devono pagare 1550 milioni.

Certo è che come sempre, dimostrando di non avere uno straccio di strategia, l’attuale Governo argentino è caduto in errori marchiani, spesso segnalati non solo dall’opposizione ma anche dai suoi stessi esponenti. È chiaro che ora si assiste alla consueta commedia della negazione del tutto, refrain di questa decade perduta, si accusano poteri forti per dissimulare le tattiche suicide e le decisioni spesso contraddittorie su questo e molti altri temi. Ma la realtà è quella che anche il visitatore meno attento può facilmente notare: quella di un Paese ormai nel baratro non solo di processi inflazionari sempre più galoppanti, di un’economia stagnante, di un’insicurezza che ha superato ogni limite, di interi settori della nazione ormai terra di nessuno nelle mani della delinquenza comune e del narcotraffico. È di questi giorni la notizia che dietro il cartello dell’efedrina, una sostanza medicinale base per la produzione di droghe sintetiche, ci sia anche un ex Ministro.

Di certo non si è mai nutrita nessuna simpatia per fondi che operano transnazionalmente nella speculazione su titoli spazzatura, ma sicuramente la problematica poteva tranquillamente essere risolta con una maturità che purtroppo non è mai stata parte del DNA kirchnerista, piena di proclami fini a se stessi e figli di un’epoca ormai morta e sepolta quasi dappertutto. Gli slogan portano solo danni, e purtroppo siamo all’inizio dell’ennesima dolorosa lezione che la pur straordinaria popolazione di questo bellissimo Paese pare non aver ancora appreso.

L’illusione peronista ha prodotto lo stesso risultato di sempre: un populismo demagogico che alla fine ha arricchito solo in pochi.

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COMMENTI
01/08/2014 - Occorre una Giustizia Globalizzata! (Silvano Rucci)

Una Argentina più furba della volpe! Dopo aver estorto ingenti capitali a mezzo mondo e rastrellato denaro ovunque l'Argentina restituisce un misero 30 per cento imponendo a tutti di accettarlo dicendo: "prendere o non riprendere nulla!" Ha perso centinaia di cause verso i propri creditori, sia nazionali che stranieri, ma non si è mai degnata di onorare una sola sentenza! Non si sente mai debitrice di quanto avuto in prestito ed ogni volta si sottrae ai propri doveri inventando scuse pur di farla franca e non pagare! Uno Stato, ridotto in queste condizioni già da moltissimi anni, non è degno di chiedere soldi sui mercati sapendo di mentire già prima di domandare credito! Se esistesse un Tribunale internazionale speciale questa razza di Amministratori verrebbe sollevata da una tale attività fraudolenta. Purtroppo deve ancora essere istituita una Giustizia adeguata a livello Globale! Dei bravi Magistrati esistono e sono convinto che accetterebbero questo lavoro di trasparenza molto volentieri!

 
01/08/2014 - DEFAULT ARGENTINA/ Un fallimento già scritto .... (alberto servi)

C'è ancora chi difende i governanti dell'Argentina per la manifestazione di orgoglio nel mancato rispetto del prestito obbligazionario emesso nel 2001. Hanno finora rubato il 70% a quanti in buona fede hanno creduto nella loro onestà. Fregandosene delle conseguenze proseguono nel non volere rimborsare quanto promesso. Che aspettano gli argentini nel vedere gente così alla guida del Paese ?