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Esteri

DEFAULT ARGENTINA/ Un fallimento già scritto (da tempo)

Il Governo argentino non ha trovato un accordo con gli hedge fund che chiedevano il pagamento per intero del debito ristrutturato dopo il 2001. Il commento di ARTURO ILLIA

Cristina Kirchner (Infophoto)Cristina Kirchner (Infophoto)

E così quello che in molti avevano pronosticato è purtroppo successo: nonostante le dichiarazioni del ministro dell’Economia Axel Kicillof, Dan Pollack, l’intermediario rappresentante dei fondi americani, ha dichiarato che non c’è stato nessun accordo nell’ultima riunione a New York e che quindi l’Argentina è ufficialmente in default. “A pagarne le conseguenze sarà purtroppo la gente”, ha aggiunto l’avvocato americano.

Tutto prevedibile, il default segna in un certo senso non solo la fine drammatica del kirchnerismo, della sua falsa “decade vinta”, ma sopratutto pone in risalto il suo epilogo stranamente coincidente con quello del menemismo degli anni ‘90. Seppur l’ex Presidente Carlos Menem ebbe la furbizia di passare la bomba innescata del default nelle mani del radicale De La Rua, che gli succedette come Presidente, nelle quali esplose con il triste dicembre del 2001, le similitudini tra i due regimi sono notevoli. In ambedue i casi: si tratta di evoluzioni del movimento peronisti; i loro leader si sono arricchiti a dismisura; sono scoppiati scandali che hanno coinvolto l’intero Governo; chi pagherà le conseguenze sarà una popolazione che soffre da troppo tempo situazioni paradossali e metafisiche, in un Paese che, seppur dotato di immense ricchezze, le vede dilapidate in modo sì scandaloso ma talmente evidente da lasciare attoniti gli osservatori stranieri.

È innegabile che le politiche seguite dal 2001 abbiano nell’immediato prodotto un benessere che, complice la favorevole congiuntura economica, avrebbe potuto permettere all’Argentina la tanto attesa prospettiva di un decollo, di una crescita in grado di proiettarla ai vertici del continente latinoamericano. Invece si è fatto il contrario di tutto, si è badato all’arricchimento di pochi, si sono spesi capitali ingentissimi solo per l’immagine e i media (il Governo è proprietario ormai dell’80% delle radio e televisioni locali), si è prodotta una statalizzazione massiva di interi settori dell’economia che sono serviti non per uno sviluppo ma più come serbatoio di voti. Idem per i piani sociali, dove cifre di tutto rispetto sono state spese ma non per sradicare la povertà, che sotto il regime kirchnerista è aumentata a dismisura, ma per mantenerla senza un vero e proprio piano di sviluppo e di creazione del lavoro. Tutte le politiche si sono fatte scudo di parte delle organizzazioni per i diritti umani, cooptate a suon di finanziamenti (e scandali) e trasformate nella cassa di risonanza del potere.


COMMENTI
01/08/2014 - Occorre una Giustizia Globalizzata! (Silvano Rucci)

Una Argentina più furba della volpe! Dopo aver estorto ingenti capitali a mezzo mondo e rastrellato denaro ovunque l'Argentina restituisce un misero 30 per cento imponendo a tutti di accettarlo dicendo: "prendere o non riprendere nulla!" Ha perso centinaia di cause verso i propri creditori, sia nazionali che stranieri, ma non si è mai degnata di onorare una sola sentenza! Non si sente mai debitrice di quanto avuto in prestito ed ogni volta si sottrae ai propri doveri inventando scuse pur di farla franca e non pagare! Uno Stato, ridotto in queste condizioni già da moltissimi anni, non è degno di chiedere soldi sui mercati sapendo di mentire già prima di domandare credito! Se esistesse un Tribunale internazionale speciale questa razza di Amministratori verrebbe sollevata da una tale attività fraudolenta. Purtroppo deve ancora essere istituita una Giustizia adeguata a livello Globale! Dei bravi Magistrati esistono e sono convinto che accetterebbero questo lavoro di trasparenza molto volentieri!

 
01/08/2014 - DEFAULT ARGENTINA/ Un fallimento già scritto .... (alberto servi)

C'è ancora chi difende i governanti dell'Argentina per la manifestazione di orgoglio nel mancato rispetto del prestito obbligazionario emesso nel 2001. Hanno finora rubato il 70% a quanti in buona fede hanno creduto nella loro onestà. Fregandosene delle conseguenze proseguono nel non volere rimborsare quanto promesso. Che aspettano gli argentini nel vedere gente così alla guida del Paese ?