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MASSACRI IN IRAQ/ Padre Gheddo: perché solo i dittatori difendono i cristiani?

Per padre PIERO GHEDDO, l’estremismo islamico da oltre un secolo odia l’Occidente e il cristianesimo perché attribuisce loro la responsabilità della decadenza del mondo musulmano

Profughi in Iraq (Infophoto) Profughi in Iraq (Infophoto)

Migliaia di cristiani irakeni in fuga dai militanti islamisti dell’Isis. Lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante ha conquistato un gruppo di villaggi a maggioranza cristiana nella regione curda, mettendo in fuga decine di migliaia di civili e di combattenti curdi. I militanti hanno tolto le croci dai pinnacoli delle chiese e bruciato antichi manoscritti. Le città cristiane di Tilkaif e Al-Kwair sono in mano all’Isis, mentre i residenti della più grande città cristiana dell’Iraq, Qaraqosh, sono fuggiti prima dell’arrivo dei combattenti islamici. Nel frattempo l’Aeronautica americana ha bombardato alcune postazioni dell’Isis. Ne abbiamo parlato con Padre Piero Gheddo, missionario del Pime.

 

Dopo la Guerra del Golfo, gli americani tornano a bombardare l’Iraq. Che cosa ne pensa?

La Guerra del Golfo nel 1990-1991 è stata certamente un errore. Saddam voleva conquistare il Kuwait, e l’America è intervenuta perché si sentiva come il “guardiano del mondo”. L’intervento americano però ha sollecitato un ritorno all’estremismo islamico. Quest’ultimo da oltre un secolo odia l’Occidente e il Cristianesimo perché attribuisce loro la responsabilità della decadenza del mondo musulmano. Alla fine del ‘700 il Califfato era una potenza economica, militare e artistica, poi è decaduto e secondo questa lettura la causa sarebbe l’invasione del Nord Africa da parte di Napoleone e il successivo colonialismo.

 

Come si spiega che con il passare del tempo le derivazioni di Al Qaeda come l’Isis continuino a rafforzarsi?

In parte si spiega con la storia dell’Iraq. In passato Saddam Hussein rappresentava una minoranza sunnita che opprimeva la maggioranza sciita. Con le prime elezioni “democratiche” nella storia dell’Iraq, a risultare vincitore è stato Al-Maliki, un rappresentante sciita. Ora gli Stati Uniti accusano Al-Maliki di non essere stato in grado di creare una vera democrazia, concedendo una parte del potere ai sunniti e alle altre minoranze come i curdi. Le potenze sunnite del Golfo, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi, finanziano le parti politiche con la loro stessa affiliazione religiosa. La lotta dei musulmani contro l’Occidente è in realtà conseguenza di uno scontro all’interno dell’islam.

 

Significa che in Medio Oriente la democrazia non può funzionare?


COMMENTI
11/08/2014 - IRAQ (delfini paolo)

Grazie a Padre Gheddo per l'ennesima drammatica ed illuminante testimonianza." Perche solo i dittatori difendono i Cristiani ?" La colpa è anche delle elites occidentali che partendo dal presupposto che la democrazia liberale sia il Sommo sistema sociopolitico, il non plus ultra, cercano di imporre con le buone o con le cattive tale sistema.Ma ciò che può andar bene nel mondo anglosassone può essere una sciagura altrove. Ogni Nazione , ogni Continente ha la propria Storia e Tradizione , le proprie peculiarità.Negare questo è il massimo della presunzione, per cui al fine di omologare le Nazioni alla liberaldemocrazia si abbattono regimi, si inventano o si foraggiano "primavere", si effettuano "interventi umanitari" che sono solo delle inutili guerre civili o guerre vere proprie, portando solo morte e distruzione e peggiorando di gran lunga le condizioni di vita delle popolazioni locali.Libia, Iraq, Kossovo, l'Egitto prima dell'intervento dei militari o la rivolta islamista contro Assad sono dei tipici esempi.