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MASSACRI IN IRAQ/ Dagli Usa: quelle bombe sono la nostra sconfitta

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Anche nello stucchevole mondo della political correctness, nell'acidume della tolleranza ad ogni costo, nell'incapacità di liberarsi dalle trappole dell'ideologia, questo lo capiscono tutti. Così mandiamo le bombe a parlare per noi che non sappiamo dialogare; mandiamo le bombe come patetico e vile surrogato di quel che non siamo stati capaci di fare; mandiamo le bombe per riuscire a dormire la notte senza pensare di aver fallito. Mandiamo le bombe senza neanche crederci. E le bombe, come quelle degli israeliani, come la pioggia, cadranno sugli iniqui e sui giusti, su assassini e civili inermi, molto probabilmente anche sugli stessi che vorremmo aiutare.

Perchè così è la guerra, così è la vita dei "senza Dio". Cosi siamo anche noi quando ci dimentichiamo di essere creati e amati, l'unica certezza che ci libera dalla violenza.

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