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UCRAINA/ Esercito russo o aiuti umanitari? Il "cessato allarme" apre la vera crisi

Pubblicazione:domenica 17 agosto 2014

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«Il mio cuore sanguina», ha detto ieri Papa Francesco pensando ai bambini in Iraq. Ma anche in Ucraina non fa notizia il capitale umano che si sta perdendo – i morti, i profughi, la gente stremata dalla tensione e dalla paura. Non si può non ripartire di qui, se si vuol essere «realisti» nel vero senso della parola. L'ha detto qualche giorno fa un filosofo di Char'kov, Aleksandr Filonenko, in un'intervista: «Le crisi sociali al giorno d'oggi, in Ucraina e nel mondo, sono legate al fatto che nella società non esiste la fiducia, non si è aperti gli uni agli altri, manca l'audacia di sperare in qualcosa di meglio, non si ha il coraggio di amare».

Tre giorni fa la Chiesa ortodossa ucraina ha eletto il suo nuovo primate, lo stesso metropolita Onufrij che nei momenti più drammatici del Majdan era stato un segno di unità per l'intera società ucraina, oltre che per la comunità ecclesiale. Apparentemente sono cose diverse, su piani diversi. Eppure, per distinguere una colonna militare da un convoglio di aiuti umanitari, per capire che differenza ci sia tra la pace vera e una tregua di compromesso in cui il conflitto viene semplicemente congelato, abbiamo bisogno, come ha detto ancora Filonenko, «di una autentica riconciliazione nazionale. Non basta lottare contro il male, occorre iniziare a lottare per il bene. E il ruolo dei cristiani è fondamentale». Perché la pace per noi non è un'idea, ma un'esperienza che fa dire all'arcivescovo caldeo di Mosul Amel Shamon Nona: «Nonostante il rischio di essere uccisi tra un'ora o un minuto, è possibile vivere ogni istante con piena speranza e piena gioia». «Siamo realisti, chiediamo l'impossibile», come faceva dire Camus al suo Caligola.



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COMMENTI
17/08/2014 - Guardare senza preconcetti (Giuseppe Crippa)

Per cominciare a camminare verso un’autentica riconciliazione è necessario che qualcuno faccia il primo passo. E probabilmente questo primo passo verrà da chi ha più ragione (o meno torti) in questa vicenda. Quando accadrà, mi auguro che le nostre autorità politiche sappiano riconoscerlo anche se non appartiene al proprio schieramento.

 
17/08/2014 - A proposito di Ucraina.. (Rodolfo Spezia)

Ma l'informazione dei media occidentali sui fatti dell'Ucraina è veritiera, o addossa sempre le colpe alla Russia, per principio. Perchè così vuole Obama ,e tutto quello che gli sta intorno, speculatori in testa. Come mai sul Sussidiario non è stata data notizia dell'accusa, circostanziata,che l'aereo malese,con 296 (se ricordo bene) passeggeri, è stato abbattuto da un caccia ucraino, che prima lo ha colpito con un missile, e poi lo ha anche mitragliato mentre cadeva. E, forse, ma questa è una ipotesi, il pilota credeva di trovarsi di fronte l'aereo di Putin che è tinteggiato in modo abbastanza simile al velivolo malese. Da quanto scrivo si deduce quanto possiamo credere alle notizie che ci spacciano per vere.