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Esteri

EMIRATO DI BENGASI/ Quirico: in Libia è peggio di quanto succede a Gaza

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E' un generale gheddafista su cui gli americani hanno puntato come il loro uomo a Bengasi. Era un vecchio arnese dell'epoca gheddafiana tra l'altro caduto in disgrazia ai tempi non perché fosse un attivista democratico ma perché aveva subito in Ciad una sconfitta catastrofica. Gli americani gli hanno dato armi e soldi e il risultato è questo.

 

Lei ha accennato a un mondo arabo ormai senza controllo e dai risvolti imprevedibili. Che previsioni possiamo fare?

 

Sarebbe arrogante cercare di rispondere. Si può constare che i progetti politico militari dell'islam radicale stanno ottenendo vittorie in molte parti del mondo. Questo islam è in grado di portare colpi vittoriosi. Fino a  dove potrà arrivare è difficile dirlo, dipenderà anche dalla reazione dell'occidente fino ad ora molto fragile. Da parte dell'occidente non c'è stata ancora la volontà di capire il fenomeno in atto che viene etichettato con vecchie definizioni tipo Al qaeda che non hanno nulla a che vedere con quanto sta invece succedendo.

 

L'occidente sembra infatti inerme e incapace di agire.

 

Questi in azione non sono gruppi maggioritari nel grande pianeta musulmano ma gruppi con capacità e determinazione di imporre la loro volontà e quindi possono diventare estremamente pericolosi. Sono un avversario di rango, non sono quei gruppetti che vivono nelle moschee, questi sanno fare politica, sanno fare la guerra e comunicare e conoscono le debolezze degli avversari.


(Paolo Vites) 

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COMMENTI
03/08/2014 - Rinfreschiamo la memoria (Lindo Caprino)

"Si stava meglio quando si stava peggio" questo dicono ora i libici| Questi sono i frutti, largamente previsti già allora da chi ragionava con il proprio cervello, dell'insensata e delittuosa aggressione al regime libico nel 2011 da parte di U.S.A, NATO ed U.E. (con il concorso purtroppo del governo Berlusconi). In Libia allora lavorava più di un milione di lavoratori stranieri provenienti dall'Africa e dall'Asia, che, come ricordiamo bene, hanno dovuto lasciare precipitosamente il paese sotto l'incalzare anche dei nostri bombardamenti. Vediamo che cosa hanno prodotto le cosiddette (in Occidente) "primavere arabe" in Libia, Egitto e Siria! Ora ne godremo i frutti tutti quanti!