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Camera della morte/ Orrore in Arizona, iniezioni letali fatte sulla coscia

Secondo un’inchiesta condotta dal “New York Times” le camere della morte dell’Arizona sarebbero all’insegna della noncuranza e dell’orrore.

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Secondo un’inchiesta condotta dal “New York Times” le camere della morte dell’Arizona sarebbero all’insegna della noncuranza e dell’orrore. Così farmaci letali cambiati all’ultimo momento basandosi sui bugiardini, iniezioni praticate all’inguine invece che al braccio, dosi più elevate dei protocolli iniettate in contemporanea. “L’improvvisazione non è inusuale in Arizona, dove i funzionari delle prigioni e i membri degli staff medici deviano di routine dalle regole scritte sulla conduzione delle esecuzioni”, scrive il giornale. Dal 1992 sono state 37 le esecuzioni in Arizona. Tra gli orrori, c’è stata la morte di Joseph Woods, la cui esecuzione è avvenuta il 23 luglio ed è durata quasi due ore, per l’esecuzione sono stati utilizzati 15 dosi di farmaci letali diversi contro le due autorizzate. Sul caso è stata aperta un’inchiesta. Un altro esempio: nel 2010, un medico ha praticato l’iniezione letale sulla coscia del condannato anziché sul braccio, una decisione presa all’ultimo momento, contraria a quanto stabilisce il protocollo dello Stato. Questo medico ha condotto cinque esecuzioni e ha guadagnato tra i 5.000 e i 6.000 dollari al giorno. Nel 2012, il dipartimento delle prigioni dell’Arizona ha scoperto che le medicine letali erano scadute e ha cambiato i farmaci in quel momento senza nessuna consultazione specialistica. E ancora: nel 2011, Charles Ryan, direttore del dipartimento di correzione dello Stato, ha chiesto ai medici durante un’esecuzione di sostituire uno dei tre medicinali letali: i medici lo hanno fatto, basandosi sui bugiardini e stabilendo che “i farmaci erano essenzialmente equivalenti”. (Serena Marotta)

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