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CRISTIANI PERSEGUITATI/ Padre Haddad (Siria): i critici del Papa sono in malafede

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Certamente, con quelli che voi definite dittatori c'era pace e sicurezza fra le religioni. Il padre dell'attuale presidente siriano, per fare un esempio, per ogni nuovo villaggio che nasceva dava un terreno per costruire una moschea e uno per costruire una chiesa. Non ci siamo mai sentiti cancellati come invece succede oggi.

 

Perché l'Occidente secondo lei ha appoggiato quelli che si sono dimostrati terroristi sanguinari?

Io credo ci sia la complicità del petrodollaro, ma non è accettabile che siamo noi cristiani a pagare il prezzo di questo petrodollaro. Questi terroristi sono fanatici aiutati dall'Arabia Saudita con i soldi, la Turchia permette loro il passaggio e l'America ha dato loro l'appoggio morale, con la complicità dell'Europa. Come siriano che vive a Roma io ho paura. Ho visto a Torino, in Francia e in Belgio manifestazioni pro Isis. Tutto questo fa paura e gli europei non possono più chiudere gli occhi. 

 

Lei pensa che l'islam cosiddetto moderato abbia delle responsabilità per questa situazione?

Sì. Ho scritto una lettera aperta denunciando con parole dure il silenzio dell'islam, che equivale a una certa complicità nell'appoggiare il califfato islamico. Un califfato dove a noi cristiani impongono di pagare per essere cristiani è una cosa vergognosa. Ogni musulmano doveva denunciarlo, dire: noi non siamo con questo islam, ma finora non ho sentito questa voce. 

 

In occidente ci sono cattolici che hanno lamentato il modo tiepido del Vaticano nel denunciare le persecuzioni in atto. Lei cosa ne pensa?

Per carità, questo non è mai successo. Forse è avvenuto lentamente, ma ci saranno state delle ragioni. La relatà è che il Vaticano è intervenuto sin da subito nella situazione siriana e adesso nell'Iraq. Ma il silenzio mai. Il Papa ha denunciato dall'inizio la violenza e la persecuzione. Quante volte il Papa ha parlato, quante volte ha mandato i suoi inviati, come adesso, in Iraq. Bisogna davvero fermare questi massacri vergognosi contro i cristiani e altre minoranze, si è arrivati a bruciare e a seppellire vive le persone, non si può accettare questo nel ventunesimo secolo. L'Europa non ha detto niente, l'America è intervenuta quando ha visto in pericolo i suoi interessi con il petrolio. Noi siamo il prezzo da pagare per gli interessi dell'America?

 

Dal punto di vista della fede, che cosa significa questa prova per voi?

E' l'occasione di una nuova testimonianza. Noi siamo pronti là dove i cristiani secoli fa sono stati massacrati a causa della loro fede, oggi ci viene chiesta una nuova testimonianza di fede. La nostra presenza è minacciata a causa della fede, ma noi siamo lì, pronti a essere figli dei martiri dei primi secoli, orgogliosi di essere arabi e cristiani. Noi rimarremo nel Medio oriente. Lo ha detto il Papa: non si può immaginare un Medio oriente senza cristiani.


(Paolo Vites) 


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COMMENTI
24/08/2014 - Le verità (Lindo Caprino)

"Con quelli che voi chiamate dittatori c'era pace tra le religioni" Finalmente qualcuno che ha il coraggio di affermare la verità, contro le dichiarazioni ed i sofismi di tutte le diplomazie occidentali!

 
22/08/2014 - Fermare i massacri (Valentina Timillero)

Il COME fermare gli assassini - puntiglio grammaticale dei critici di papa Francesco - nasconde l'incredibile prova di ideologia fornita da chi si ostina a non capire. Il come è evidente: con le armi. Il "fermare" di cui ha parlato Francesco non è l'espressione di un auspicio privo della consapevolezza dei mezzi; la sua differenza dal "bombardare" è tutta basata su un uso indiscriminato della forza, la stessa che, senza curarsi del DOPO, ha ispirato l'intervento degli Stati Uniti in Iraq per ben due volte. Con i risultati che vediamo. In questo caso gli Speroni non fanno il loro lavoro: spronare il cavallo del buon senso. Accade quando si vuole (si vorrebbe) arruolare il papa nello "scontro di civilità".

 
22/08/2014 - FERMARE i massacri? (Alberto Speroni)

e come? ps: non trovo nell'intervista l'affermazione che chi critica il Papa è in malafede, perché?

 
22/08/2014 - commento (francesco taddei)

criticare non è peccato. né reato.

 
22/08/2014 - Due risposte (Giuseppe Crippa)

Bene ha fatto Vites a porre in sequenza due domande ugualmente “pesanti” a padre Haddad, una sulla responsabilità dell’Islam moderato e l’altra sul modo del Vaticano di denunciare le persecuzioni in atto. La risposta alla prima è stata netta e precisa, quella alla seconda più indecisa, con un “Forse è avvenuto lentamente…” Mi pare di vedere dentro queste risposte una duplice delusione ed una duplice amarezza.