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CRISTIANI PERSEGUITATI/ Padre Haddad (Siria): i critici del Papa sono in malafede

Pubblicazione:venerdì 22 agosto 2014

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Prima ancora che nascesse l'islam noi eravamo lì. Orgogliosi di essere arabi e cristiani che vivono nelle terre di Siria e Iraq da sette secoli prima che nascesse e vi arrivasse l'islam. Lo dice padre Mtanios Haddad, rappresentante a Roma di Gregorio III, patriarca melchita: "Non accetteremo mai di essere cacciati, tanto meno dalla Terra Santa. Che valore avrebbero il Santo Sepolcro o la Chiesa della Natività senza i cristiani? Noi dobbiamo essere i guardiani e i difensori dei luoghi dove Cristo è nato ed è stato martirizzato per essere il figlio di Dio, noi Chiesa siamo il corpo mistico di Cristo e siamo pronti a essere figli dei martiri dei primi secoli per difendere la nostra fede in quelle terre". In questa intervista con ilsussidiario.net padre Hassad ci parla anche del silenzio e della complicità dell'islam moderato, degli interessi americani, delle colpe dell'Europa e nega che Papa Francesco sia intervenuto tiepidamente a difesa dei cristiani perseguitati (come invece denunciano alcuni in Occidente).

 

Padre Hassad, lei è nativo della Siria. E' stato in patria recentemente?

L'ultima volta un anno fa, ma tutti i miei familiari sono lì nella zona vicina a Maalula, dove si parla in aramaico, cuore cristiano della Siria devastato e colpito dalle violenze. Quello che oggi vediamo ripetersi tragicamente in Iraq.

 

Cristiani che vengono cacciati dalle loro case e perseguitati, sia in Siria che in Iraq. Come vive questa situazione?

Noi cristiani arabi siamo in quelle terre, Siria e Iraq, da prima dell'arrivo dell'islam, sette secoli prima che l'islam nascesse. Siamo nati cristiani e ci sentiamo una parte costituente di Siria e Iraq.

 

Mentre invece i cristiani di quelle terre vengono sempre definiti una minoranza, quasi degli ospiti…

Sbaglia chi dice che siamo una minoranza o che abbiamo bisogno di protezione araba o europea. Piuttosto ci siamo sentiti traditi da quella parte dell'islam terrorista, quell'islam che vuole cancellare il diverso. Noi non abbiamo mai cacciato nessuno, abbiamo accettato i musulmani come fratelli e collaborato insieme per conservare la Siria e l'Iraq con un dialogo interreligioso quotidiano.

 

Eppure dall'Iraq alla Siria i cristiani devono abbandonare le loro case.

Non so dove questi musulmani terroristi hanno trovato il coraggio di dire che i cristiani non hanno diritto di vivere in queste terre. I terroristi non hanno avuto solo l'appoggio del silenzio: nella crisi siriana la Turchia e l'America non hanno capito il vero problema e si sono messi a mandare soldi e armi ai jihadisti. E adesso tutti, anche in Europa, abbiamo paura di loro.

 

Cosa intende?

C'è il pericolo reale che arrivino fino a qua a sfidarci, a portare la violenza e la guerra. 

 

E' d'accordo con chi dice che con Bashar al-Assad e Saddam Hussein i cristiani potevano vivere in pace e libertà?


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COMMENTI
24/08/2014 - Le verità (Lindo Caprino)

"Con quelli che voi chiamate dittatori c'era pace tra le religioni" Finalmente qualcuno che ha il coraggio di affermare la verità, contro le dichiarazioni ed i sofismi di tutte le diplomazie occidentali!

 
22/08/2014 - Fermare i massacri (Valentina Timillero)

Il COME fermare gli assassini - puntiglio grammaticale dei critici di papa Francesco - nasconde l'incredibile prova di ideologia fornita da chi si ostina a non capire. Il come è evidente: con le armi. Il "fermare" di cui ha parlato Francesco non è l'espressione di un auspicio privo della consapevolezza dei mezzi; la sua differenza dal "bombardare" è tutta basata su un uso indiscriminato della forza, la stessa che, senza curarsi del DOPO, ha ispirato l'intervento degli Stati Uniti in Iraq per ben due volte. Con i risultati che vediamo. In questo caso gli Speroni non fanno il loro lavoro: spronare il cavallo del buon senso. Accade quando si vuole (si vorrebbe) arruolare il papa nello "scontro di civilità".

 
22/08/2014 - FERMARE i massacri? (Alberto Speroni)

e come? ps: non trovo nell'intervista l'affermazione che chi critica il Papa è in malafede, perché?

 
22/08/2014 - commento (francesco taddei)

criticare non è peccato. né reato.

 
22/08/2014 - Due risposte (Giuseppe Crippa)

Bene ha fatto Vites a porre in sequenza due domande ugualmente “pesanti” a padre Haddad, una sulla responsabilità dell’Islam moderato e l’altra sul modo del Vaticano di denunciare le persecuzioni in atto. La risposta alla prima è stata netta e precisa, quella alla seconda più indecisa, con un “Forse è avvenuto lentamente…” Mi pare di vedere dentro queste risposte una duplice delusione ed una duplice amarezza.