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JAMES FOLEY/ L'amica fotografa: ha sfidato la morte per raccontare il dolore innocente

James Foley in una foto di Nicole Tung (nicoletung.com) James Foley in una foto di Nicole Tung (nicoletung.com)

Sì, e da come ne parlava avevo capito che non voleva che gli capitasse una seconda volta, perché era già stato prigioniero in Libia nel 2011. Era consapevole di questo rischio, ma nello stesso tempo era molto bravo a contenere la sua paura. Era certamente un po’ preoccupato, ma non era qualcosa che lo rendesse paranoico o incapace di lavorare.

 

Che cosa ne pensa delle ultime parole di Foley, con le quali ha attaccato Obama e criticato il suo stesso fratello per il fatto di lavorare nell’aeronautica Usa?

Sono fermamente convinta del fatto che sia stato costretto suo malgrado a dire quelle cose perché pur essendo rimasto in prigionia così a lungo, per quasi due anni, la sua personalità è così forte che non avrebbe mai accettato di essere spinto a cambiare le sue idee. James aveva un cuore buono, era motivato dal suo senso di giustizia, e sono certa che sia rimasto fino all’ultimo la stessa persona che avevo conosciuto.

 

(Pietro Vernizzi)

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