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Esteri

CRISTIANI PERSEGUITATI/ Farouq: io, musulmano, sto col Papa non con gli assassini

Persecuzioni anticristiane a Raqqa (Siria), Persecuzioni anticristiane a Raqqa (Siria), "capitale" dell'Is, nel maggio scorso (Immagine d'archivio)

Lo ringraziamo per averci invitato a essere compagni delle sue preghiere, rendendoci in tal modo partecipi sia del dolore sia della speranza. Preghiamo con lui per la salvezza delle anime di quegli assassini, di chi ha facilitato il loro spostamento in ogni parte del mondo, fino in Siria e poi in Iraq, di chi ha fabbricato le armi che usano per uccidere e di chi gliele ha vendute. Preghiamo per la salvezza delle anime di tutti coloro che credono nella violenza e la invocano, inconsapevoli del cerchio della violenza che, dopo due decenni, ancora non finisce. Lo ringraziamo, perché oggi è l'unico uomo al mondo che invita alla preghiera e non alla guerra.

 
(Traduzione dall'arabo di Elisa Ferrero)

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COMMENTI
24/08/2014 - Cosa pensano i "mussulmani che contano"? (Giuseppe Crippa)

Nel suo bellissimo discorso, per il quale lo ringrazio di cuore, Wael Farouq cita per inciso che i mezzi di informazione occidentali non hanno dato risalto alla posizione di molti saggi islamici, tra i quali il mufti saudita, noti per la loro ortodossia ma comunque oppositori della violenza inumana degli estremisti islamici. Credo anch’io che i nostri mezzi di informazione possano e debbano fare di più per evidenziare, agli occidentali ma anche agli stessi mussulmani, le opinioni moderate o comunque stimolare i “mussulmani che contano” per l’opinione pubblica occidentale a prendere posizione. Quando cominceranno i giornalisti, in Europa ed in USA, a chiedere ai più noti calciatori o cestisti mussulmani cosa pensano di quanto sta accadendo? Se la sentirebbe la stessa redazione sportiva de Il Sussidiario di fare qualcosa?