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FABBRICA DEI BAMBINI/ Sedici figli da madri surrogate: è caccia al padre giapponese

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foto: Infophoto  foto: Infophoto

La stampa l’ha subito ribattezzata “la fabbrica dei bambini”: sarebbero almeno sedici i bimbi figli di un miliardario giapponese, avuti da mamme surrogate. Una storia che è venuta alla luce il 5 agosto, quando la polizia thailandese ha fatto irruzione in un condominio di Bangkok. Lì ha trovato l’appartamento dove c’erano nove bambini (sei maschi e tre femmine) e nove donne che li accudivano. Di Shigeta, padre dei piccoli e di almeno altri nove neonati, non c’era traccia: ha lasciato il paese il giorno del blitz. Le telecamere dell’aeroporto di Bangkok lo hanno ripreso insieme ad una donna, mentre teneva in braccio un bambino. "Ogni madre surrogata è stata pagata tra i 300mila e i 400mila baht" (tra i 7 mila e i 9.400 euro), ha riferito il colonnello Decha Promsuwan che guida l’inchiesta sul caso. Le ipotesi degli investigatori sono due: o traffico di neonati o sfruttamento di minori, come riporta il “Corriere della Sera”. Intanto Shigeta, per mezzo del suo avvocato, ha fatto arrivare il Thailandia un campione del Dna, per provare che tutti i bimbi sono suoi e ha fatto sapere che desidera una famiglia numerosa e farà di tutto per riprendersi i figli, che sono stati affidati ai servizi sociali. Nel frattempo gli inquirenti stanno sentendo le madri surrogate ma ancora non hanno accertato le identità di quelle biologiche. In più, sono stati trovati tre passaporti: uno giapponese, uno cinese e uno cambogiano. Facciamo un passo indietro. Mitsutoki Shigeta, 23 anni, si era rivolto a una clinica della fertilità nell’estate dell’anno scorso per trovare due madri surrogate, poi saputo che le inseminazioni erano andate a buon fine, aveva chiesto altri uteri in affitto. "Diceva che la sua intenzione era quella di avere 10-15 figli all’anno", ha raccontato la dottoressa Kukunashvili che aveva allertato l’Interpol fin dalla nascita del primo bambino, a giugno del 2013. (Serena Marotta)



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