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UCRAINA/ Sigov: il nemico del Majdan non è la Russia, ma l'Unione Sovietica

Pubblicazione:martedì 26 agosto 2014

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Io penso che nei prossimi mesi la forza di questa memoria sarà cruciale, anche se bisogna lavorare perché diventi un fenomeno generalizzato nella società. Bisogna testimoniare questa coscienza senza ipocrisia ai nostri connazionali che erano lontani dal Majdan per vari motivi. Ora il problema è l'attenzione alla dignità della singola persona, alla crescita, della società civile, e alla realtà storica, perché da questa realtà, dal suo significato riconosciuto dipende la nostra libertà.

 

I giovani che erano pronti a difendere la libertà e la dignità in piazza, sono pronti a combattere questa guerra?

Penso che, tranne rare eccezioni, quelli che conosco non vogliono combattere. Quello a cui la gente piuttosto partecipa attivamente è l'accoglienza di centinaia di migliaia di profughi. Questo lo so per esperienza. Ad esempio Arsenij Finderman, ha organizzato un centro di raccolta e aiuto, che coordina la distribuzione di indumenti, cibo, alloggio, lavoro, medicinali e cure per i profughi. Poi ci vorrà un immenso lavoro di ricostruzione di case, strade, comunicazioni, c'è la volontà di far questo, quella di combattere no. Tutti i miei conoscenti oggi ospitano profughi. Tutti dicono però che la prima necessità è fermare gli scontri.

 

Su cosa si fonda oggi la vostra speranza per la vita quotidiana e per il futuro politico dell'Ucraina?

Péguy diceva che la speranza è una fanciulla che, a dispetto di tutto il male che sappiamo esistere nel mondo, si alza ogni mattina fermamente convinta che oggi andrà meglio. Io conosco questa fanciulla. Io, i miei figli, conosciamo delle persone in cui c'è la sicura certezza che l'uomo è fatto per la letizia, e che questa letizia va condivisa. Conosciamo esempi concreti di testimoni che portano in sé questo principio della speranza, nonostante le cose terribili che oggi ci troviamo di fronte. Inoltre, c'è comunque l'assenza reale di qualsiasi revanchismo o aggressività, c'è la coscienza che la forza della società civile che si è manifestata quest'anno cerca di ricostituire tutte le forme della convivenza civile, e si tratta di una forza immensa che non è più possibile soffocare. Si è creata una tale allergia verso i sistemi post sovietici che in Ucraina non c'è nostalgia del passato sovietico, della passata grandezza della superpotenza. L'Ucraina è già oggi un paese europeo, abbiamo stretto tanti legami con gli altri paesi che, a prescindere dalle decisioni formali che verranno prese dopo la firma dell'associazione alla UE, comunque il futuro dell'Ucraina ormai è legato ai fondamentali valori europei. È la prosecuzione della millenaria tradizione kievliana: l'immagine della Vergine orante è sempre stata materialmente presente sul Majdan, è stata il fulcro, la spina dorsale di questa cultura; e questa spina dorsale non è mai stata spezzata. Perciò penso che ci siano i motivi di speranza, ma che c'è anche un grande dolore per il prezzo enorme che ci tocca pagare per questo. In alcuni momenti abbiamo visto la trasfigurazione, quando si è rivelata una luce inaspettata, ma noi sappiamo che il momento della trasfigurazione precede di poco il Golgota, la passione; e noi lo vediamo in quello che sta accadendo in Ucraina orientale.

 

C'è un posto per la Russia in questo cammino?


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COMMENTI
27/08/2014 - ucraina (delfini paolo)

Gentile Signor Sigov,io sono da sempre un'estimatore del popolo Ucraino e di quello Russo,pongo una domanda sincera ,senza alcuna polemica,ma siamo sicuri che la "rivoluzione Ucraina" sia un bene per il Popolo di questa Nazione? Siamo sicuri che sia stata una "spontanea "rivolta di popolo? Auguro comunque ogni bene ad entrambi i Popoli che sono parte integrante della nostra Europa e auguro loro di trovare presto un'amichevole accordo,nell'interesse di noi tutti.Distinti saluti.