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Esteri

UCRAINA/ Sigov: il nemico del Majdan non è la Russia, ma l'Unione Sovietica

KOSTANTIN SIGOV, intellettuale docente dell'Accademia Moghiliana di Kiev, è stato protagonista del Majdan. Una esperienza potente di liberazione che sta cambiando l'Ucraina. E la Russia

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Un’esperienza di libertà che non si è conclusa, ma che tenta tenacemente di sbocciare. Questa, secondo l’intellettuale ucraino Kostantin Sigov, l’eredità di piazza Majdan, che consegna a tutti gli ucraini una responsabilità in questi giorni di grande tribolazione. Una responsabilità di unità e fratellanza culturale, anche se nelle differenze con il popolo e la tradizione russa, il compito di vivere la propria fede con umiltà e nell’unità. In Ucraina come in Russia, il problema è fare esperienza della liberazione, attraverso la comunione. “Nessun paese d'Europa può vantarsi di non essere mai caduto per un certo periodo in potere delle tenebre”, dice, “ma poi viene il momento della liberazione”. “Io so che a Mosca si cerca di raccogliere le forze perché la società abbia la forza di superare i fantasmi del post fascismo e giungere alla liberazione”. Come in Ucraina.

Cosa ci può dire oggi dell'esperienza sul Majdan?

Ci sono andato per la prima volta con mia moglie il 1° dicembre. Era domenica, e quel giorno abbiamo capito che per il nostro paese cominciava una nuova storia. Una settimana dopo, l'8 dicembre, era la festa di San Clemente papa e proprio quel giorno è stata organizzata la cappella: un sacerdote greco-cattolico mio amico mi ha telefonato invitandomi a pregare insieme per il dono della pace e della libertà, perché potessimo veramente celebrare quel giorno in comunione e questo portasse la liberazione. Già allora, all'inizio di dicembre, ci ha sorpreso l'altissimo numero di volontari, una vera ondata. Abbiamo visto la generazione di quelli che erano studenti durante la rivoluzione arancione nel 2004, che dieci anni dopo, ormai trentenne, con straordinaria buona volontà e decisione ha promosso un vero movimento di volontariato, che era indispensabile per far sì che migliaia di persone, in pieno inverno, potessero continuare a stare insieme sulla piazza. Perché la gente potesse comunicare l'uno all'altro la fiducia, la simpatia, la solidarietà, bisognava poter passare di mano in mano cose concrete come un te bollente, un panino. C'erano un grande rispetto, cordialità, attenzione reciproca. Venire sulla piazza aiutava a vincere la paura. È stata una manifestazione importantissima della realtà della società civile, di quella società civile che il periodo sovietico non era riuscito a soffocare. C'erano state almeno tre generazioni per le quali la libertà era essenziale. È stato importante che questo incontro con la libertà civile reale in Ucraina non si sia mai interrotto per 23 anni, noi non abbiamo avuto la prima né la seconda guerra cecena, né il conflitto con la Georgia.

Non vede nell'immediato futuro il rischio della ricaduta nell'apatia: non pensa che, allontanandosi nel tempo l'esperienza del Majdan, la gente abbandonerà l'impegno politico e civile?

Forse in un lontano futuro, quando il paese avrà raggiunto la stabilità della vita democratica, ma ora come ora c'è un fortissimo desiderio di riforme per superare le conseguenze presenti nello spazio post sovietico; c'è una generazione ben consapevole che la semplice fedeltà a chi ha dato la propria vita sul Majdan ed oggi in altri punti del paese, richiede una purificazione. Molti dicono che in ogni piccolo gesto in cui noi rifiutiamo l'imbroglio, la falsità, la corruzione, noi facciamo memoria di chi ha dato la vita, lá dove veniamo meno a questo noi tradiamo questa memoria.


COMMENTI
27/08/2014 - ucraina (delfini paolo)

Gentile Signor Sigov,io sono da sempre un'estimatore del popolo Ucraino e di quello Russo,pongo una domanda sincera ,senza alcuna polemica,ma siamo sicuri che la "rivoluzione Ucraina" sia un bene per il Popolo di questa Nazione? Siamo sicuri che sia stata una "spontanea "rivolta di popolo? Auguro comunque ogni bene ad entrambi i Popoli che sono parte integrante della nostra Europa e auguro loro di trovare presto un'amichevole accordo,nell'interesse di noi tutti.Distinti saluti.