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DIARIO ECUADOR/ Amparito e le altre, il dono di incontrare (di nuovo) il cristianesimo

Pubblicazione:giovedì 28 agosto 2014

Il quartiere di Pisulli a Quito, in Ecuador (Immagine d'archivio) Il quartiere di Pisulli a Quito, in Ecuador (Immagine d'archivio)

Pensavo di averlo capito come si capisce un discorso o una teoria, ma da subito, stando con loro, mi resi conto che invece dovevo continuare ad impararlo come vita e imparandolo poteva ancora cambiare me e loro. E lo potevo imparare proprio lí, davanti e insieme a quelle persone.

Se c'è una cosa che posso dire con certezza è che in questi anni ho visto la gente cambiare, ho visto queste persone cambiare e insieme a loro, i loro figli, i loro mariti, le loro famiglie e i vicini. Ho visto persone poco a poco rinascere, persone non  piú schiacciate dalla circostanza in cui vivono né dalle storie dolorose del loro passato. 

Ecco, questo è il cambiamento che ho visto e vissuto, come desiderio di essere sempre più se stessi, noi stessi, cioè ciò per cui siamo stati fatti ed esistiamo nel mondo, per poter dare anche noi un contributo buono nel mondo. 

Ma senza un incontro umano che ci comunica uno sguardo buono su di noi e che ha il sapore della Misericordia e del perdono, questo è impossibile. 



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COMMENTI
29/08/2014 - Testimonianza (Luca Ribolini)

Grazie, Stefania. Luca Ribolini